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L'aria che tira, anche Paolo Mieli umilia Toninelli: "Solo a nominarlo..."

di Claudio Brigliadori sabato 11 luglio 2026

2' di lettura

Una diretta complicata per David Parenzo. Dove si gira, da destra a sinistra, trova contestazioni. A L’aria che tira, su La7, si collega con l’europarlamentare della Lega Silvia Sardone. In studio si sta parlando dell’operato di Matteo Salvini come ministro dei Trasporti e sul video la regia passa la foto del leader del Carroccio con una scritta sul muro assai gettonata a sinistra: «Salvini devi pensare ai treni! I treni maledizione! Ciuf ciuf!».

Sardone, con il sorriso sulle labbra, lo fa notare al padrone di casa: «Le volevo dire una cosa Parenzo, ho visto che ha fatto una grafica terribile sul Ministro Salvini sulla puntualità dei treni e quant’altro. Ma io non me le ricordo queste grafiche quando ministro era Toninelli. Com'è che con Salvini adesso sta a guardare la puntualità dei treni?». «Donnarumma (l’amministratore delegato di Fs che ha rassegnato le dimissioni qualche settimana fa, ndr) non l’ho mandato via io», si difende il conduttore.

«Tra l’altro faccio notare che i numeri sulla puntualità sono sempre migliori non gli dà tregua Sardone -, gli investimenti sono altissimi, ma al di là di questo, questa bellissima grafica con Toninelli io non la ricordo. Non è che forse forse, se è Salvini, lei decide di fare queste grafiche particolari. Preferiva Toninelli? Preferiva Toninelli con i monopattini?», è la domanda polemica, ricordando l'operato del grillino ai tempi del governo gialloverde.

«Solo ad affiancare il nome di Salvini a quello di Toninelli, lei sta facendo un torto all’onorevole Salvini, perché affiancare quei due nomi non è una cosa che a lui fa piacere», interviene scherzando anche l’editorialista del Corriere Paolo Mieli. «Sono d’accordo con lei - annuisce Sardone -, è che io non le ricordo le grafiche di Parenzo con il monopattino di Toninelli».

Tocca quindi a Fratoianni venire torchiato, si fa per dire, da Parenzo: «Chi vedrebbe bene per il centrosinistra al Viminale?». Basta questo al deputato di Alleanza Verdi e Sinistra nonché leader di Sinistra italiana per andare in difficoltà: «Se non fosse stato per ragioni scaramantiche ma di buonsenso, è un ragionamento insensato da fare. Noi dobbiamo lavorare per costruire un’alternativa credibile, che in parte esiste... Ma le squadre si fanno quando si vincono le elezioni». «Si faceva il nome di Franco Gabrielli, ex capo della Polizia...», insiste Parenzo. «Quando qualcuno comincia a fare la discussione e gli schemi per le elezioni porta male e distrae dal lavoro principale: girare il Paese per portare una speranza a tanta parte di italiani che hanno persino smesso di votare».

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