Maranza, vittime dello Stato. Chissà, qualcuno dalle parti del Pd sarà pure d'accordo con alcuni dei nordafricani intervistati da Zona Bianca, il programma di Rete 4 condotto da Giuseppe Brindisi. Il tema è quello della criminalità giovanile e del nuovo decreto del governo per rendere imputabili anche i minorenni. «Ma se riempiamo adesso tutto il carcere con i 14enni non è che fai uscire una persona migliore. Ti esce una persona più feroce, più arrabbiata. Tu l’hai messa dentro che è piccola e cresce in quel mondo già da piccolo», spiega un giovane.
Uno dei maranza accompagna l’inviata di Mediaset in un parco, piazza di spaccio. «Qua devi rubare per forza, qua devi fare crimini per forza confessa uno di loro -. Se non trovi i soldi, cosa devi fare? Spaccio lo avevo fatto, si guadagna bene. Però i soldi sporchi rimangono soldi sporchi. Lo fanno tutti. Tutti spacciano, tutti fanno casino, tutti rubano. Se mi piace fare casino, esco con un coltello. Il primo che mi viene a parlare male, tiro fuori il coltello e faccio così».
Illegalità e violenza quotidiane e normalizzate. «Ma per essere punibili dalla legge, dicono, siamo troppo piccoli», ricorda l’inviata. A questa narrazione da «mondo al contrario» si ribella Sara Kelany, responsabile del dipartimento immigrazione di Fratelli d’Italia.
Uno dei maranza definisce razzista il governo e attacca: «Ci tenevo a dire che “maranza” se voi li identificate come persone delinquenti di seconda generazione e che fanno dei danni, allora noi non ci reputiamo maranza. Assolutamente, perché è un modo di vestire e non rappresenta proprio quell’immaginario lì. Questa è semplice propaganda sbagliatissima e anche molto razzista chiamarli maranza se poi vengono identificati come ragazzini di seconda generazione, stranieri e ovviamente che delinquono. Quindi è una legge razzista».
«Tutto questo è grave, perché i ragazzi non stanno vivendo un grandissimo momento. Noi siamo sempre contro la violenza, ma punendoli vi trovate dieci ragazzi puniti che escono dal carcere, dalla comunità e ne ritornano altri dieci. Bisogna dare degli aiuti, bisogna cercare di capire da dove nasce questo disagio sociale. Se lei non vive nei quartieri popolari, se lei non esce con questi ragazzi qua, se lei non capisce cosa vivono...». Ma ha scelto la persona sbagliata: «Sono un’immigrata di seconda generazione quanto lei - sbotta Kelany - e non sono mai andata in giro ad accoltellare la gente. E razzista lo va a dire a qualcun altro».