Un giro di soldi per influenzare la prima inchiesta della Procura di Pavia su Andrea Sempio? Se ne parla da mesi, con tanto di inchiesta dei colleghi di Brescia che ha portato all'archiviazione dell'allora procuratore Mario Venditti. E se ne riparla a Ignoto X, il programma di approfondimento di cronaca nera condotto da Pino Rinaldi su La7.
In studio c'è Carlo Taormina, principe del Foro, tra gli avvocati più importanti e mediatici d'Italia, già in prima fila in molti casi chiacchieratissimi degli ultimi decenni, a cominciare dal giallo di Cogne.
Quella della eventuale "corruzione" su Garlasco, spiega mettendo subito in chiaro un aspetto fondamentale, è "una vicenda molto complicata dal punto di vista della prova. Non si riesce a comprendere in che termini siano state consegnate le somme né a che titolo. Potrebbe essere una corruzione per induzione. Un lembo della vecchia concussione - entra nel dettaglio tecnico Taormina -: così come posso ottenere, io pubblico ufficiale, una utilità con minaccia o con violenza, così posso ottenere lo stesso risultato per induzione, convincendo determinate persone. Ma sempre come affare illecito".
"Ma che sarebbe accaduto? - insiste il conduttore - Esce di scena Mario Venditti, cioè non c'è più un super-capo...". E Taormina interrompe subito Rinaldi: "Non è detto che esca definitivamente di scena, dal punto di sta della ricostruzione dei fatti. Una ipotesi molto importante da prendere in considerazione è quella per cui i carabinieri potrebbero aver venduto il nome di Venditti facendosi pagare". "Però in quel caso la responsabilità di Venditti scema", puntualizza Rinaldi. "Sicuramente, anche se lo chiama in causa dal punto di vista del controllo... Però l'ipotesi più probabile secondo me è che questi carabinieri abbiano venduto il nome di Venditti", conclude il suo regolamento Taormina. I gialli di Garlasco non sono ancora finiti.
Taormina, Sempio e Venditti: guarda qui il video di Ignoto X su La7