"Sul computer di Alberto Stasi non ci sono file di natura pedopornografica", spiega Roberto Porta, ingegnere elettronico nonché perito per il caso di Garlasco, a Lo Stato delle Cose. E ancora, di fronte a chi lo contesta: "È come se un utente ricevesse una mail e va a finire nello spam, questa ha dei contenuti illegali, se si fa un recupero di quella mail i contenuti illegali riemergono, senza che l’utente sapesse di averlo". Per Porta "i RIS hanno fatto un errore nel valutare in modo sbagliato quello che aveva prodotto un software di ricostruzione di questi contenuti presenti nel PC". Insomma, "i RIS hanno erroneamente classificato un file denominato 023part come un presunto scaricamento di materiale pedopornografico, ma non era tale. Era un video legato a un programma della Rai di Gianni Minoli". Da qui lo sfogo di Massimo Giletti: "Ma vi rendete conto? Faccio fatica da tempo immemore, non è bianco o nero, da Giovanni Minoli alla pedopornografia".
Antonio De Rensis, avvocato dell'allora fidanzato di Chiara Poggi, prova allora a mettere un punto: "Stasi non ha mai visto quei contenuti, questo lo dice la Cassazione, che in questa vicenda vede gli opinionisti contro Stasi in certi momenti genuflessi, in altri quello che dice è un giudizio di parte perché prima ce n’erano stati altri due. Mi viene da ridere. Non gli hanno messo un'ombra, ma una targa, per tanti anni".
Il conduttore ricorda quindi quanto questo abbia influito in quanto fatto dal procuratore generale Laura Barbaini, che rappresentava l’accusa in appello (17 dicembre 2014) parlando in aula di "deviazioni sessuali, immagini raccapriccianti". "Ha ripetuto raccapriccianti ogni tre per due - sbotta il legale -. Quale competenza psicopatologica, psichiatrica aveva per parlare di devianze sessuali? Quando un pubblico ministero parla di devianze sessuali deve avere una base scientifica, non immagini di filmati pornografici e immagini pornografiche normalissime. È vero che qualcuno si è turbato coprendo gli occhi perché c’erano dei piedi di donne, c’erano immagini normalissime non raccapriccianti, sul tema raccapriccianti si è fondata una narrazione non verificata. Finalmente tra qualche settimana finiremo di parlare di queste bufale, di queste cose che non posso definire come le definirei al bar e ci occuperemo di fatti concreti".