«La sinistra italiana ha trovato il suo Mamdani o il suo El Sayed, il suo bell’esemplare di populista di sinistra, non so se anche musulmano». Annalisa Chirico, in collegamento con Antonino Monteleone a Filorosso, su Rai 3, prende la parola e zittisce alla velocità della luce Lorenzo Pacini, esponente del Pd milanese nonché candidato alle primarie per diventare sindaco. Per intenderci, quello che poche settimane fa prima delle rivolte di piazza invitava i maranza a votare per lui. Della serie, interviste invecchiate malissimo. «Io però conosco lei, avremo modo di presentarci», fa buon viso a cattivo gioco il giovane dem. Ma la Chirico prosegue e in riferimento proprio alle violenze e ai saccheggi di questo autunno caldissimo rincara la dose. «Siamo un Paese democratico - spiega il direttore di Fortune Italia -, i giovani e i meno giovani hanno il diritto di protestare e scendere in piazza nel rispetto delle leggi per qualunque loro istanza. Non stiamo parlando dei manifestanti pacifici ma di coloro che solo lo scorso weekend hanno preso a mazzate 200 agenti feriti. E non era il weekend del 17 e 18 ottobre».
«Cartier non c’entra niente», si scalda Chirico rispondendo alla provocazione di Pacini, secondo cui il centro di Milano messo a ferro e fuoco avrebbe messo in difficoltà solo i negozi di lusso e i turisti danarosi. «Non si comprano l'orologio di Cartier quei negozianti di Milano che si sono ritrovati le vetrine sfasciate, gente che ha il diritto di avere un negozio non distrutto dai maranza che saccheggiano la capitale morale d’Italia».
«Che qualcuno dica che siccome il prezzo del latte è aumentato allora dobbiamo accettare che si scenda in piazza a distruggere le vetrine dei negozi è qualcosa di aberrante». «Lei parla a vanvera, non sa quello di cui parla», protesta Pacini. «Io spero che il suo partito la riprenda», «per fortuna il mio partito non ascolta lei. Il programma si chiama Filorosso e qualcosa di rosso lo posso dire», balbetta allora Pacini. «Non credo che il caro-energia, lo stretto di Hormuz e la guerra in Iran sia una responsabilità direttamente riconducibile al governo italiano», conclude la Chirico con Pacini sempre più grottesco: «Certo, è sempre colpa di qualcun altro. È colpa dei maranza se il latte è aumentato, è colpa degli immigrati, della sinistra...».