C'è un'intervista che torna a far discutere in questi giorni di violenza di piazza ed è quello di Lorenzo Pacini, assessore del Partito democratico nonché candidato alle primarie come sindaco di Milano. Nella stessa Milano messa a ferro e fuoco da maranza e violenti nei weekend scorsi. E pensare che Pacini puntava proprio ai maranza. O meglio, al loro voto. Intervistato a settembre da Vanity Fair, Pacini affermava: "Mi candido come sindaco di Milano. La vita costa troppo e chi guadagna 2.000 euro è povero. Se venissi eletto chiederei ai più ricchi della città di contribuire". Poi l'agghiacciante appello: "Ai maranza dico: votate per me".
Ma il dem non è nuovo a sparate di questo tipo. Più recente, sugli scontri che hanno visto numerosi commercianti fare i conti con la violenza di chi ha devastato e saccheggiato i loro negozi, Pacini commentava così: "Oggi a Milano in tutta Italia ci sono state manifestazioni molto importanti contro il carovita, contro un sistema che opprime la classe lavoratrice e gli studenti e le persone in generale. Qual è stata la risposta? Ovviamente manganellate".
E ancora: "In tutte le città repressione da parte della polizia veramente ingiustificata, che poi ha portato anche a tensioni e scontri. Ed è successo anche a Milano dove diverse persone si sono fatte male. È molto importante continuare a resistere, a lottare perché questa democrazia appartiene a noi, questo paese appartiene ai suoi studenti, alla sua classe lavoratrice, alle persone che lo mandano avanti ogni giorno. Sempre dalla vostra parte".