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In Africa l'indipendenza si conquista anche sul campo da calcio: i libri di Russia 2018

di Davide Locano domenica 24 giugno 2018

2' di lettura

La storia del calcio nigeriano non poteva che essere scritta da un nigeriano adottivo. Wiebe Boer, figlio di missionari olandesi, nato e cresciuto in Nigeria (oggi in campo contro l’Islanda) e cittadino del Paese africano, ha dato alle stampe un volume che racconta, tra narrazione storica e mito, la nascita e l’evoluzione di questo sport nel cuore del Continente Nero: The History of Football in Nigeria. A Story of Heroes and Epics. Nel libro si scopre che il calcio venne introdotto in Nigeria dai missionari presbiteriani, mentre sport più di élite come il polo e il cricket venivano caldeggiati e praticati dagli alti ufficiali britannici. Anche per questa connotazione sociale - era lo sport meno aristocratico e più vicino al popolo - subito i nigeriani se ne appropriarono, fino a farne «uno strumento di ribellione nei confronti dei colonialisti». Ma, fa notare Boer, il calcio diventò popolare anche grazie alla sua natura di sport semplice e spontaneo, più aderente al carattere dei nigeriani. La narrazione di Boer parte dal 1904, quando i missionari portarono per la prima volta il calcio in una scuola di Calabar. Da allora ci fu una diffusione costante fino alla fondazione della Nigeria Football Association nel 1945, una crescita consentita da alcuni grandi personaggi. Il primo è Frederick Baron Mulford, detto “Baba Eko” o “Il Padre del Calcio”, un inglese che all’inizio del ’900 si impegnò per promuovere il football come strumento di integrazione, organizzando le prime partite tra autoctoni e colonizzatori. L’altro è Nnamdi Azikiwe, primo presidente della Nigeria, calciatore negli anni ’20 e che, nella sua carriera politica, fece del calcio un mezzo di unificazione: mettere su una lega calcistica unica significava far sentire tutti i nigeriani parte di una stessa nazione. Infine Titus Okere, primo calciatore professionista del Paese, che prese parte alla prima spedizione di una selezione nigeriana oltreconfine nel 1949, allorché la nazionale affrontò in Inghilterra alcune squadre locali. Fu l’avvio dell’internazionalizzazione del calcio nigeriano, una proiezione globale con cui la Nigeria contribuì a rappresentarsi, agli occhi del mondo, come una nazione, fino a guadagnarsi l’indipendenza politica nel 1960. di Gianluca Veneziani

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