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Lippi, "obiettivo mondiale"

E stasera battere l'Irlanda
di Silvia Tironi sabato 10 ottobre 2009

2' di lettura

Nella suamente c’è un solo obiettivo: “il mondiale”. E questa sera Marcello Lippi sigioca la qualifica: impresa per altro non difficile, dal momento che agliAzzurri manca solo un punto per raggiungere il Sudafrica. E questo puntopotrebbe essere conquistato contro l’Irlanda, allenata dall’ex ct azzurro:Giovanni Trapattoni. Il Lippid’Oltremanica non è per nulla banale e esordisce con un “ci siamo: c’è una grandifferenza tra qualificarci a Dublino oggi o mercoledì battendo Cipro. Ci piacel’idea di riuscirci prima, per tanti motivi”. Inaspettato davvero. E ancora: “Vedreteun’Italia di qualità e vogliosa». Avesse detto ‘senza stimoli e annoiati’ cisaremmo meravigliati”. Scemenze aparte Marcello ha ragione da vendere e per fare il colpaccio schiera seijuventini (tutta la difesa: Buffon, Legrottaglie, Chiellini, Grosso oltreall’ex bianconero Zambrotta) più Iaquinta e Camoranesi a supporto di Pirlo,quest’ultimo piazzato dietro all’unica punta Gilardino (e tanti saluti a DiNatale, capocannoniere in serie A). Per il resto centrocampo nelle mani deisolidi De Rossi e Palombo (sampdoriano al posto di Marchisio, oggi operato almenisco e ko un mese) e buona fortuna a tutti. Obiettivo mondiale - “Adesso ho il Mondiale nellatesta, dopo due anni sono tornato nella Nazionale e ho il Mondiale nella testa,ho questo gruppo di giocatori fantastici nella testa e la grande voglia di riprovaredeterminate sensazioni, che non è detto che dobbiamo vincere per forza perprovarle”. Così Marcello Lippi a poche ore dalla partita con l'Irlanda, inun'intervista a Enrico Varriale andata in onda su Dribbling, programma diRaidue. Il ct azzurro non crede che la squadra di Trapattoni giocherà staseraper il pareggio. “Credo che l'Irlanda punterà alla vittoria», dice, e di questodà il merito al tecnico lombardo e al suo staff, che sono riusciti a «farcrescere la convinzione e la consapevolezza e l'autostima dei giocatori diessere una squadra forte”. Quello del Trap, ancora in panchina a 70 anni, è unesempio più unico che raro. “Allenare ancora tra dieci anni? Non credo -conclude Lippi - Non faccio mai programmi a lunga scadenza”.

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