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Serie A, pareggio per Bologna e Benevento che finisce in un 1 a 1

 Un punto a testa, come si fa tra vecchi amici. Tra Mihajlovic e Inzaghi finisce 1-1 con i due che, dopo una serata di battaglia sotto la neve del Dall'Ara, continuano così a marciare appaiati in campionato. Il Bologna, reduce dal successo convincente sul Parma, non riesce a sfruttare al meglio il gol-lampo di Sansone, subendo nella ripresa il vigore e la determinazione del Benevento capace di pareggiare con un colpo di tacco di Viola dopo un'ora di inseguimento e puntando al bersaglio grosso nel finale. Da entrambe le squadre c'era voglia di non accontentarsi, portarsi a casa un gruzzolo ben più pesante e fino all'ultimo i due tecnici hanno cercato di superarsi con una serie di cambi nel finale che indicavano i loro propositi arrembanti. Il Bologna può recriminare per non aver aggredito abbastanza nel tentativo di chiudere il match nei momenti più favorevoli della gara, mentre il Benevento, nonostante l'assenza di vittorie dal 6 gennaio scorso, mostra segnali di risveglio e la solita grinta. Il campo pesante ha influito sulle giocate ma le due squadre non si sono mai risparmiate, specchio fedele della combattività dei loro tecnici che a braccetto salgono a 24 punti in classifica raggiungendo momentaneamente Udinese e Genoa.

Il Bologna si affida al consueto 4-2-3-1 con Barrow unica punta supportato da Soriano, Sansone e Skov Olsen. In difesa quartetto formato da Tomiyasu, Danilo, Soumaoro e Diijks. Il Benevento risponde schierando sulla trequarti Caprari e Iago Falque in appoggio all'unica punta Lapadula, A centrocampo rientra Villa con Schiattarella e Hetemay. Passa neanche un minuto e i felsinei fanno subito centro: Sansone lasciato solo in area sfrutta un colpo sporco di Barrow che dopo un paio di finte trova un appoggio perfetto per il compagno che non deve far altro che spingere in rete. I rossoblù si trovano la strada in discesa e iniziano a prendere possesso del centrocampo sfruttando nei primi minuti il colpo psicologico subito dal Benevento, tramortito e in difficoltà nel trovare azioni di attacco efficaci. Ai campani infatti servono quindici minuti per rialzare a testa, mostrare segni di reazione e provare a farsi pericolosi. E si avvicinano al pareggio prima con Viola (tiro respinto da Skorupski) e poi con Caprari: l'attaccante è lesto nel liberarsi appena entrato in area e calciare di destro con il pallone che dopo aver colpito il palo interno percorre tutta la linea di porta. Passato il brivido, torna a farsi avanti il Bologna che lascia pochi spazi di iniziativa al Benevento rischiando poco in difesa: gli ospiti cercano soprattutto con le ripartenze di sorprendere i felsinei ancora con Viola che serve tra le linee un pallone perfetto per Schiattarella e con Lapadula che in una mezza rovesciata al volo prva ad anticipare l'estremo difensore rossoblù su uno spiovente. Ma la squadra di Mihajlovic controlla con ordine e chiude il primo tepo si chiude con un destro violento da fuori area di Tomyasu fuori non di molto.

Nella ripresa il Bologna appare più vivo e intraprendente per provare a spegnere subito gli ardori del Benevento. Barrow si fa vivo in area due volte, poi è Sansone a colpire servito da Soriano ma il suo destro viene murato da Glik in scivolata. La fiammata rossoblù però si esaurisce esaurisce in fretta e al 53' arriva la prima mossa di Mikjalovic che inserisce Poli per Dominguez chiedendo ai suoi giocatori di alzare il baricentro e non chiudersi troppo. Il Benevento si fa aggressivo e per i felsinei costruire le azioni non è facile, motivo per cui spesso la formazione rossoblù opta per il lancio lungo. La squadra di Inzaghi capisce che è il momento di affondare e al 60' trova le rete del pareggio con Viola che approfitta di una uscita errata di Skorupsky che, causa il terreno bagnato e la fitta pioggia, non blocca il pallone su un cross teso e il centrocampista spalle alla porta, di tacco, la mette dentro. Per il Bologna è tutto da rifare. Inzaghi non intende accontentarsi e punta alla vittoria inserendo Insigne e Sau per Caprari e Iago Falque. Mihajlovic risponde con una contromossa facendo uscire Skov Olsen e Sansone per Orsolini e Vignato. Inzaghi ci prova poi con Caldirola e Dabo puntando al bersaglio grosso. Ma il campo pesante non aiuta gli attaccanti ad essere determinanti e lucidi. Finisce con un punto a testa sotto la neve.