A valanga

Filippo Turetta, Luciano Spalletti: "Codardi di mer***, non ne possiamo più"

La morte di Giulia Cecchettin, semplicemente, ha sconvolto un intero paese. Una storia atroce, dalle numerose implicazioni. Un omicidio efferato di una ragazza semplice, uccisa dal suo giovanissimo ex che non voleva rassegnarsi al distacco, quel Filippo Turetta catturato in Germania. "Il ragazzo della porta accanto", per dirla come il procuratore di Venezia. E se a uccidere è un insospettabile - anche se per la sorella di Giulia, Elena Cecchettin, insospettabile non era - ovvio che l'impatto emotivo sia enorme.

Il caso di Giulia ha mosso anche la politica, tra commenti, polemiche e la volontà di muoversi insieme, governo e opposizione, per cercare di trovare qualche rimedio, qualcosa che lo Stato possa fare per impedire orrori simili. Dunque i riflettori puntati sulle due famiglie, i Cecchettin e i Turetta: la dignità di Gino, il padre della vittima, l'abbraccio del papà di Filippo con i parenti della ragazza che suo figlio ha ucciso. Molte immagini, molti momenti che nel loro atroce dolore resteranno impressi per sempre nelle nostre memorie.

 

E così, ecco che anche il Ct dell'Italia, Luciano Spalletti, a poche ore dalla partita decisiva per la qualificazione ai prossimi Europei degli azzurri contro l'Ucraina, viene interpellato su questa vicenda. Accade a Raisport, dove Alessandro Antinelli gli ha chiesto un commento sull'omicidio di Giulia, una vita spezzata a soli 22 anni. E Spalletti, con la trasparenza che lo contraddistingue, ha picchiato durissimo: "Non ne possiamo più di questi codardi di mer*** travestiti da principi azzurri, dobbiamo aiutare le donne a prendere le distanze da chiunque pretenda di possedere la loro libertà", ha concluso. Poche parole, sentite e durissime, quelle del Ct azzurro.