Alba rossa

Ferrari, il segreto della nuova SF-24: ecco dove "piazzano" il motore

Lorenzo Pastuglia

Il giallo e il bianco a farne da padrone al posto del nero, le tante novità tecniche non tutte visibili sulla livrea. La Ferrari ha presentato ieri la nuova SF-24, facendolo con una sobria presentazione online lontana da quella dal vivo, festosissima, dello scorso anno, preludio di una stagione deludente culminata solo la vittoria di Singapore. Una vettura stravolta «al 95%» rispetto a quella del 2023, come a dicembre aveva commentato il team principal Vasseur. È rimasto intatto il Dna, ma sono stati ripresi diversi aspetti dalla Red Bull, che intanto ieri mattina ha testato la nuova RB20 a Silverstone con Verstappen alla guida (togliendo parte della scena). Tra i dettagli principali il muso è più corto e scavato, così come nuova è l’ala anteriore.

La forma delle fiancate richiama invece al team anglo-austriaco, anche se lo spazio di incanalamento dell’aria è più largo. Stesso discorso per il dettaglio del vassoio, più allungato nella parte inferiore del canale di ingresso delle pance. Il cono anti-intrusione è quindi stato posizionato sul fondo, così come sono stati arretrati anche il motore e il cambio per una ridistribuzione dei pesi e un miglior comportamento della vettura con il serbatoio pieno o vuoto.

 

 

Di proprio filosofia della Rossa è anche il telaio, più lungo di circa 50 millimetri e cresciuto dietro alle spalle del pilota, mentre il peso totale della SF-24 dovrebbe raggiungere quello minimo di 798 kg imposto dal regolamento Fia, proprio come la Red Bull. Al posteriore è presente anche un nuovo (e più largo) cofano-motore, le sospensioni invece sono rimaste invariate e prevedono un push-road all’anteriore (un sistema “a tirante” per sopportare carichi maggiori) e un pull-road al posteriore (a “puntone”).

Una scelta opposta a quella dei rivali e mantenuta come negli anni passati. Se si guarda all’estetica, i dettagli neri si ritrovano solo sul fondo-vettura, sulle paratie anteriori e su parte dell’halo. Ne fanno da padrone lunghe linee bianche e altre in “giallo Modena” sulle pance, sull’ala posteriore e sulle grafiche dei piloti, molto in stile «cartoon». Proprio le tinte gialle longitudinali non comparivano su una Ferrari F1 dal 1968, sulle monoposto guidate al tempo da Ickx, Amon, De Adamich e Bell.

 

 

Per le prime impressioni sulla monoposto che verrà basta attendere i prossimi test in Bahrain tra 21 e 23 febbraio, prima della partenza della stagione il 2 marzo a Sakhir. La vettura è intanto scesa in pista ieri a Fiorano per qualche giro, prima di compiere 200 km oggi per il filming day. La speranza di tutti è di vedere una Rossa forte sul giro secco, ma con un passo-gara migliorato. Proprio quello del consumo-gomme è stato il problema principale del precedente campionato, quando la Ferrari era costretta a inserire pneumatici freschi molti giri prima rispetto alla Red Bull. Un problema che non si augurano di trovare nemmeno Leclerc e Sainz, all’ultima stagione con Maranello prima di lasciare il posto a Hamilton. La Red Bull sarà probabilmente irraggiungibile per la lotta Mondiale fino al cambio dei regolamenti sul motore nel 2026, ma la volontà e di strappare più di una sola vittoria rispetto all’anno scorso.