Il trionfo di Jannik Sinner agli Us Open è una lezione per tutti. Per tutti coloro, rosiconi, che hanno tentato di sporcare di fango il volto vincente del nostro Jannik. La Wada oggi ha chiuso definitivamente il caso doping rinunciando al ricorso, ma c'è chi durante gli Us Open ha continuato a sputare sentenze proprio sul campione azzurro. E a questo punto, un campione del passato come Paolo Bertolucci a Fanpage non usa giri di parole e mette nel mirino Kyrgios, l'acerrimo nemico di Sinner: "Se questo fosse accaduto ad Alcaraz, noi in Italia cosa avremmo detto e scritto? Questo è il concetto: noi siamo italiani e difendiamo i nostri atleti e giocatori.
All’estero fanno lo stesso, non mi sembra ci sia niente di strano. Però mi sembra di aver visto anche che dagli abbracci, da quello che dicono Fritz, Draper, Medvedev, non ci sia nessun problema. Kyrgios? Non si può stare dietro a quello che dice. Ha fatto quella battuta oscena sulla seconda di servizio, e qualcuno giustamente gli ha risposto ‘allora la prima ha fallito'. Ma non si può scendere a questo livello, dai".
Sinner, "ho visto due cose". Le sue prime (sconcertanti) parole dopo la finale degli Us Open
La vittoria agli Us Open, la prima in carriera e la seconda in un torneo dello Slam, val bene un hamburger. Eccola, la &...Parole importanti e pesanti che mettono in chiaro un punto fondamentale di questa vicenda: i rosiconi vanno lasciati da parte e bisogna tirare dritto senza dare spazio all'invidia che può distrarre un campione come Sinner dai suoi obiettivi sportivi. E per fortuna tutto ciò non è accaduto agli Us Open: Jannik ha zittito chi conosce solo il linguaggio dell'odio.