Riuscirà mai a stare almeno un giorno all’anno in pace Nick Kyrgios? Il tennista australiano più politically incorrect del circuito, infatti, torna a far parlare di sé con dichiarazioni che non piacciono ai puristi della racchetta e scuotono il mondo del tennis: “Una delle mie più grandi motivazioni è sempre stata quella di guadagnare soldi con il tennis. Non mentirò”. E lo dice senza arrossire, dopo la bruciante sconfitta nel primo turno del torneo ATP 250 di Brisbane dove è stato eliminato nettamente dall’americano Aleksandar Kovacevic in due set.
Kyrgios non fa retorica: la sua è sfrontatezza. Ha appena 30 anni, una carriera costellata di infortuni — tra polso e ginocchio — e una classifica che lo vede lontano anni luce dai fasti di un tempo. “I miei genitori non erano ricchi e non mi vergogno a dire che se continuo a giocare è per fare soldi”, ha scandito davanti ai microfoni, ribadendo che “in questa fase della carriera l’aspetto economico è fondamentale”.
Detta così suona quasi brutale, ma Kyrgios non si nasconde: è il tennis il suo lavoro e come tale lo vive con realismo spietato, senza pensare alla gloria eterna o ai grandi Slam. Nel 2022 si sentiva imbattibile, ma oggi la sua energia è ben altra, la sua carriera un continuo adattarsi a un corpo che non risponde più come una volta.
“Dopo gli infortuni quella sensazione sparisce”, ha ammesso, fotografando senza filtri un presente complicato. Senza paura, però, Kyrgios rilancia: vuole ancora giocare, dare spettacolo, sentire l’adrenalina del campo e magari prendersi qualche vittoria in doppio con l’amico Kokkinakis. “Voglio giocare il più possibile quest’anno e dare il massimo”. Al di là dei soldi, resta pur sempre tennista dentro. In un’epoca in cui tutti parlano di amore per il gioco, Kyrgios sbatte in faccia una verità scomoda: nel tennis moderno, come nella vita, il denaro resta una motivazione potente, concreta e (per molti) inevitabile. Un realismo, però, che fa i conti con la realtà di una professione che non si sa ancora per quanto tempo potrà praticare.