«È tutto culo!». Dunque, una sola sconfitta in venti partite di campionato, il secondo miglior attacco e la seconda miglior difesa sarebbero derubricabili alla voce “culo”? «Sì, è il solito culo di Allegri», rincarano i detrattori. Dunque, l’allenatore in attività più vincente (sei scudetti) della serie A avrebbe culo? Diciamocelo: da sempre Max porta a casa trofei alla sua maniera, ovvero con un calcio fatto di difesa forte e ripartenze veloci, il famoso “corto muso” degli 1-0 e tutti a casa.
È un marchio di fabbrica preciso il suo ed è pure noto a tutti: chi oggi grida al “culo” o ha vissuto su Marte negli ultimi 15 anni o è convinto che se non fai 90 per cento di possesso palla non pratichi il giuoco del calcio. «Eh, ma se non c’è Maignan a salvarvi...». Premessa: il signor Mike Maignan viene pagato 3,2 milioncini di euro l’anno (col rinnovo arriverà a 5 più bonus) per fare il suo lavoro: parare il più possibile. E, tu guarda il caso, il signor Mike Maignan fa parte della squadra A.C. Milan. Dunque, di che cosa stiamo parlando? Del nulla. Senza i gol di Lautaro l’Inter avrebbe gli stessi punti? No. Senza la qualità e quantità di McTominay il Napoli avrebbe gli stessi punti? No. Potremmo andare avanti all’infinito ma ci fermiamo qui. Piuttosto: il Milan, da inizio a anno, ha dovuto rinunciare in ordine sparso a Rabiot, Pulisic e Leao, ovvero tre tra i migliori interpreti della squadra: anche quello è stato culo?
La verità è che il calcio è un giuoco semplice e Allegri un fantastico normalizzatore. Si vince anche con duecento passaggi e due tiri in porta. E no, non è culo: è un merito.