Il culo aiuta gli audaci, ma qui si sta esagerando. Max Allegri sta superando i grandi maestri del lato B, i Sacchi, gli Ancelotti, e per carità, non è mica un delitto essere baciati dalla fortuna, ma per cortesia non facciamo passare ’sta roba come «grande strategia del maestro livornese».
La partita (vinta) contro il Como - simile a molte altre, tra l’altro - è il riassunto del culissimo che sta permettendo al suo Milan di combattere in zona scudetto: 45’ minuti che definirli «di sofferenza» gli fai un regalo e in cui il Como ha fatto sembrare il Diavolo 7 volte campione d’Europa una squadra piccina-picciò.
Maignan ha dovuto vestire i panni di Superman e i più dicono: «Sì, ma il francese è pagato dal Milan, normale che pari». È così, ma se una grande azione può essere assoluto merito del tecnico che l’ha studiata, elaborata e portata sul campo, di sicuro non è merito di Allegri se Maignan strapara e confeziona miracoli che pare un mix tra Yashin e Buffon.
E, quindi, Mike. E poi Rabiot. Ecco, il grande merito di Allegri (oltre a urlare «Halma!» a ripetizione) è stato quello di acchiappare quel micidiale galletto nelle ultime battute del mercato estivo e, anche lì, Super Max ha sfruttato la sua arma segreta: il culone. Rabiot si prende a mazzate con Rowe negli spogliatoi dell’Om e i marsigliesi si vedono costretti a liberarlo, altrimenti oggi Adrien sarebbe ancora in Costa Azzurra e non avrebbe tolto le castagne dal fuoco al Gastone Paperone della nostra serie A. Basterà per vincere lo scudetto? In un mondo normale no, ma attenzione: le vie dello stellone sono infinite...