Inizia ufficialmente la stagione degli Slam con il via agli Australian Open e, come da tradizione, le prime indicazioni arrivano dagli studi de La nuova Domenica Sportiva. Adriano Panatta osserva con attenzione la giornata inaugurale del torneo di Melbourne, offrendo un’analisi schietta, tipica del suo carattere. Il debutto di Carlos Alcaraz non sorprende l’ex campione azzurro: “Ha vinto facile (contro l’australiano Adam Walton, ndr), non poteva perdere contro quel giocatore”, taglia corto Panatta, sottolineando come lo spagnolo abbia gestito il primo turno senza particolari difficoltà. Un avvio solido, da favorito, che conferma le attese su uno dei principali protagonisti dello Slam australiano.
Meno positive, invece, le notizie che arrivano dal fronte italiano. Panatta non nasconde il disappunto per una giornata complicata: “Male gli italiani”, commenta. In particolare, si sofferma sulla sconfitta di Flavio Cobolli, contro l’inglese Arthur Fery, arrivata in condizioni fisiche tutt’altro che ideali: “Non stava tanto bene, aveva male al pancino — spiega — e ha perso un match che doveva vincere”. A preoccupare è anche il nuovo stop di Matteo Berrettini, costretto al ritiro per il riacutizzarsi del problema addominale: “Mi dispiace molto, stava giocando molto bene ultimamente”, aggiunge l’ex tennista romano, evidenziando quanto questo infortunio interrompa un momento di crescita importante.
Segnali positivi arrivano invece dal successo di Jasmine Paolini, giudicato però quasi scontato: “Ha vinto (contro la bielorussa Aljaksandra Sasnovič), ma è normale”, osserva l’ex numero uno italiano, ridimensionando l’episodio all’interno di un primo turno che spesso nasconde poche insidie. Ora l’attesa è tutta per Jannik Sinner, impegnato nel match contro il francese Hugo Gaston. Panatta invita alla cautela: “Aspettiamo di vedere in quali condizioni potrà essere”. L’Australian Open, secondo lui, resta un torneo “abbastanza incognito”, perché segna l’inizio vero della stagione e non consente ancora di capire lo stato reale dei giocatori. Nel finale, Panatta si concede anche una divagazione sull’estetica, criticando i palloni della Serie A di calcio: “Non sopporto questi colori improbabili — conclude — Speriamo di rivedere i bei palloni bianchi di una volta”.