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Moutet, "l'ho imparato da Sinner": finisce malissimo

di Lorenzo Pastuglia venerdì 23 gennaio 2026

2' di lettura

Il percorso verso l’atto conclusivo degli Australian Open procede senza scossoni per Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, protagonisti annunciati del torneo e fin qui pienamente all’altezza delle aspettative. L’azzurro ha gestito con autorità i primi due turni, archiviando senza difficoltà le sfide contro Hugo Gaston e James Duckworth, mostrando solidità mentale e una condizione fisica già molto avanzata. Dall’altra parte del tabellone, anche lo spagnolo ha fatto valere la sua superiorità, prima contro l’australiano Adam Walton, sostenuto dal pubblico di casa, e poi contro il tedesco Yannick Hanfmann, superato con margine.

Nella notte italiana, sul cammino del numero uno del mondo, lo spagnolo ha travolto anche il più ostico Corentin Moutet, avversario imprevedibile e dotato di grande estro ma regolato con il punteggio 6-2 6-4 6-1.

Moutet aveva incrociato Sinner due stagioni fa al Roland Garros. Proprio quell’esperienza parigina rappresenta un riferimento importante per il francese, che in conferenza stampa prima del match contro Alcaraz aveva ha spiegato come intendesse affrontare la sfida contro il fenomeno di Murcia facendo tesoro di quanto vissuto allora: ”Ovviamente Carlos è uno dei migliori giocatori del mondo e sono convinto che, se esprimerò il mio miglior livello, questa partita mi insegnerà molte cose su di me come tennista — spiegava —. Gioco per vivere esperienze come quella di affrontare Carlos su un campo importante, perché le emozioni che si scatenano in quel contesto sono insostituibili". 

Quel match contro Sinner al Roland Garros “mi ha dimostrato che si può dominare un tennista di questo livello per un set e poi essere travolti non appena si abbassa un po’ il rendimento — aveva detto il francese —. Quel giorno sono uscito dal campo sapendo che potevo competere alla pari contro questo tipo di tennisti, che non avevo paura di nulla e che lo avevo messo in difficoltà, ma anche che mi era impossibile mantenere a lungo l’intensità necessaria per batterlo”. Parole che raccontano ambizione, consapevolezza e rispetto, in un torneo che continua a delineare una possibile sfida generazionale all’ultimo atto.

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