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Australian Open, lo scandalo Davidovich: "Sono 4 ubriachi fastidiosi"

di Lorenzo Pastuglia giovedì 22 gennaio 2026

2' di lettura

Quasi quattro ore di tennis intenso, sotto un sole che non ha dato tregua, hanno raccontato molto più di un semplice risultato. Alejandro Davidovich Fokina ha avuto la meglio su Reilly Opelka al termine di una sfida logorante, fatta di servizi imprendibili, scambi durissimi e continui cambi di inerzia. Alla fine lo spagnolo ha dimostrato maggiore solidità e completezza, riuscendo a disinnescare, alla distanza, l’arma principale dell’americano: una pioggia di ace e soluzioni rapide.

Il match, però, non è stato solo una battaglia tecnica e fisica. A renderlo ancora più teso è stato un episodio avvenuto nel corso del quarto set, quando la partita stava vivendo uno dei suoi momenti chiave. Dopo una caduta scomposta e un lieve problema alla caviglia, Davidovich Fokina si è ritrovato al centro di una situazione spiacevole, con alcuni spettatori che hanno superato il limite del tifo acceso. Ne è nato un confronto acceso, tanto da costringere l’arbitro a intervenire direttamente dagli spalti per ristabilire l’ordine.

La partita è poi ripresa e si è trascinata fino al quinto set, dove lo spagnolo ha trovato le energie mentali e fisiche per chiudere con il punteggio di 6-3 6-4 5-7 4-6 6-4, confermando un momento di forma molto positivo. Nel post partita, Davidovich Fokina non ha nascosto il suo disappunto, raccontando con franchezza quanto accaduto sugli spalti: "Avevo subito una piccola slogatura della caviglia e lui ha vinto il punto — le sue parole — Penso non sia stato giusto in quel momento applaudire quel punto, perché avrei potuto farmi male di più, anche se è una leggera distorsione. Alla fine era un punto gratuito per Opelka”. 

E ancora: “Capisco il pubblico che voleva vedere un quinto set, una cosa del genere poteva accadere ovunque - dice - Erano quattro idioti ubriachi ignoranti contro cui non potevo fare niente. Nient'altro. Hanno creato problemi per tutta la partita, forse avevano effettuato qualche scommessa”. Archiviata la polemica, lo sguardo è già rivolto al prossimo turno contro un altro americano, Tommy Paul: "Sarà dura, mi aspetta una battaglia tremenda, ma sono pronto e non vedo l'ora di affrontarlo — conclude — Siamo abbastanza simili, io forse sono un po' più aggressivo”.

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