La stagione che sta per iniziare rappresenta un punto di non ritorno per Lewis Hamilton. Con l’arrivo della Ferrari SF-26 — presentata nella mattinata di oggi, venerdì 23 gennaio — e un regolamento che azzera ogni riferimento tecnico del passato, il sette volte campione del mondo si ritrova finalmente senza alibi. La squadra attorno a lui è stata profondamente ristrutturata, i metodi rivisti, le responsabilità redistribuite: ora tutto è nelle sue mani.
La nuova Ferrari nasce come un progetto radicale, sviluppato su più soluzioni aerodinamiche e pensato per interpretare al meglio una Formula 1 completamente diversa, tra power unit inedite, carburanti sostenibili e vetture più compatte. In questo contesto, Hamilton non è più solo il volto iconico del progetto, ma l’uomo chiamato a dimostrare di poter essere ancora determinante in pista, al livello — se non oltre — di Charles Leclerc. Il britannico ha chiesto cambiamenti profondi e li ha ottenuti. La separazione da Riccardo Adami come ingegnere di pista — Luca Diella nome probabile al suo posto — e l’arrivo di una nuova struttura tecnica, seppur ancora in fase di assestamento, segnano una linea netta col passato.
La Ferrari ha deciso di assecondare le richieste del suo pilota più esperto: una scelta che ora pretende risultati immediati. Non basterà l’adattamento, né la costruzione graduale del feeling: Hamilton dovrà incidere da subito. A 41 anni, la sfida è anche personale. Le nuove monoposto richiedono sensibilità, flessibilità mentale e capacità di apprendimento rapido. Qualità che Hamilton ha sempre rivendicato, ma che ora dovrà dimostrare in modo concreto.
Il tempo delle giustificazioni è finito: staff rinnovato, macchina nuova, progetto costruito anche sulle sue indicazioni. Se il sogno dell’ottavo titolo vuole restare vivo, questa è l’ultima chiamata. Per Hamilton, ma anche per una Ferrari che non può permettersi un altro anno di attese. Parallelamente, anche la posizione di Fred Vasseur è tutt’altro che secondaria. Il team principal di Draveil è chiamato a dimostrare di saper incidere davvero sui processi interni, andando oltre la gestione dei weekend di gara. La riorganizzazione tecnica, la fiducia accordata al d.t. Loic Serra e il rafforzamento dei collegamenti tra simulatore, garage remoto e pista rappresentano una scommessa pesante. Dopo le difficoltà emerse nel 2025, non basterà più la prudenza comunicativa.