"Parla il campo". Per Carlos Alcaraz è l'ora di togliersi i sassolini dalle scarpe: dopo aver vinto gli Australian Open, l'ultimo slam che gli mancava, risponde così a chi da mesi lo accusava di essere più portato al divertimento che agli allenamenti, contrapponendolo al suo eterno rivale, l'irreprensibile Jannik Sinner. E le parole dello spagnolo diventano, indirettamente, uno schiaffo proprio all'altoatesino, sconfitto in semifinale a sorpresa da Djokovic e il grande deluso di Melbourne.
"Non credo di dover dimostrare nulla a nessuno - rivendica Alcaraz in una intervista al quotidiano As -, nemmeno quando faccio cose con cui la gente potrebbe non essere d'accordo". Il riferimento è anche al recente documentario su di lui di Netflix, con il suo ex allenatore Juan Carlos Ferrero non certo tenero.
"Con il documentario si è parlato molto del fatto che non sono professionale, che mi piace divertirmi, fare festa e così via. Ma una cosa non nega l'altra - ha spiegato il fenomeno di Murcia - ma è chiaro che per essere il numero uno al mondo, vincere sette tornei del Grande Slam, arrivare dove sono, ci vogliono lavoro, disciplina, essere lì giorno dopo giorno. Penso che sia questo che la gente dovrebbe capire: lavoro duramente ogni giorno per essere qui. Cerco di non pensare a quello che pensano gli altri. Gioco per me stesso, per la mia famiglia, per la mia squadra. Ciò che mi appassiona è stare su un campo da tennis, intrattenere gli altri e divertirmi".
La serie tv si intitola A modo mio e ha sottolineato anche la passione di Carlitos per le feste e le notti in discoteca ad Ibiza con gli amici. "La concezione del lavoro e del sacrificio di Carlos è diversa da quella dei big 3. È così differente che mi fa dubitare che possa diventare il migliore giocatore della storia", aveva detto Ferrero.
Alcaraz però fa spallucce, guarda avanti al resto della stagione ("Gli Slam sono sempre lì. Poi ci sono le Atp Finals e la Coppa Davis, che sono tra i più importanti"), si dice "determinato a non lasciare niente a nessuno" e ringrazia il suo nuovo allenatore Samuel Lopez, che ha sostituito Ferrero: "Sono incredibilmente felice per come sono migliorato nel corso delle settimane, soprattutto rispetto alla scorsa stagione. Credo di aver fatto un salto di qualità e di forza mentale, da qui in poi continuerò ad andare avanti. E' bello riconoscere l'importanza dell'allenatore, le vittorie non sono solo frutto del lavoro del giocatore. Sono stato davvero felice perché so che Samuel ha lavorato tutta la vita per un momento così. Per me è uno dei migliori allenatori del mondo, se non il migliore". Oltre che a Sinner, fischieranno le orecchie anche a Juan Carlos.