Si è chiuso con il trionfo di Carlos Alcaraz il primo Slam della stagione. Agli Australian Open, lo spagnolo numero uno del mondo ha interrotto il dominio di Jannik Sinner, che a Melbourne aveva alzato il trofeo nel 2024 e nel 2025, superando in entrambe le occasioni Novak Djokovic in finale. Per l’azzurro, invece, il cammino si è fermato in semifinale proprio contro il serbo, in una partita che ha lasciato qualche interrogativo sulla sua prestazione.
Dubbi condivisi anche da Riccardo Piatti, ex allenatore sia di Sinner sia di Djokovic, che ha analizzato l’esito del torneo in un’intervista a L’Équipe. “È stata soprattutto una vittoria di esperienza da parte di Novak — ha spiegato il coach comasco — Jannik ha avuto diverse opportunità, ma partite di questo livello vanno giocate tante volte per essere dominate. Non è un problema, ha davanti a sé ancora molti anni per crescere”.
Piatti ha poi sottolineato la maturità mostrata da Alcaraz: “Carlos ha gestito il torneo in modo diverso dal solito, restando sempre convinto di poter vincere — ha proseguito — In questo momento sembra avere qualcosa in più rispetto agli altri, anche se siamo solo all’inizio della stagione”. Parole di grande rispetto anche per Djokovic: “So che ha iniziato a preparare questo torneo già a inizio dicembre, consapevole che serviva una preparazione perfetta per avere chance in Australia. Dopo questo Slam lo rispetto ancora di più: ama profondamente il tennis e vuole continuare a competere al massimo livello”.
Secondo Piatti, il 2026 potrebbe essere segnato da una sfida a tre: “Sono convinto che sarà una stagione combattuta tra Novak, Jannik e Carlos. Il Roland Garros sarà più complicato per Djokovic, mentre a Wimbledon potrebbe avere un’altra occasione. Il problema è che per vincere il 25° Slam probabilmente dovrà battere entrambi”.