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Jannik Sinner, "successa una cosa molto strana": così ha fregato Darderi

di Lorenzo Pastuglia giovedì 5 febbraio 2026

2' di lettura

Gli Australian Open 2026 resteranno una tappa indelebile nella carriera di Luciano Darderi. Per la prima volta il tennista azzurro, numero 23 del ranking mondiale, ha raggiunto gli ottavi di finale di uno Slam, spingendosi più avanti di quanto avesse mai fatto in un Major. Un percorso impreziosito dal successo contro Karen Khachanov, allora 18 del mondo, prima dello stop contro Jannik Sinner

A raccontare quelle giornate australiane è stato lo stesso Darderi, affidando pensieri ed emozioni alla sua rubrica su La Gazzetta dello Sport. Un viaggio che parte già dalla vigilia del derby azzurro, preparato con una cura quasi maniacale per i dettagli e con una serie di riti immancabili: “Alla vigilia dell’incontro con Sinner ripeto tutti i riti scaramantici — ha detto il tennista —. Per esempio i posti nell’auto, sempre gli stessi, e tutti devono salire dalla stessa portiera. La sera prima sto tranquillo a casa, guardo una puntata della serie tv Prison Break, ascolto Bob Marley. Dormo tantissimo e benissimo. Sveglia alle 10, a colazione uova sode, avocado, yogurt greco con mirtilli, mango e frutto della passione, tè nero senza latte, succo d’arancia”.

Dopo due set a senso unico, il match è cambiato nel terzo, quando l’azzurro è riuscito ad alzare il livello: “Nel primo set non ci capisco nulla, il campo è molto rapido. Pian piano mi ci abituo e nel terzo set lotto alla pari”. Poi l’episodio più curioso, nel tie-break, con una bambina in lacrime sugli spalti a spezzare il ritmo: “Nel tie-break capita una cosa strana — ha raccontato — Mi fermo, interrompo il flusso e subisco la rimonta. Mi viene da ridere a ripensarci. Ma ho fatto bene, la bambina piangeva e non potevo servire disinteressandomi di quel pianto”.

Il piano partita era chiaro, anche se complicato da realizzare contro un avversario quasi perfetto. “La tattica? Beh, Jannik non ha punti deboli — ha spiegato Darderi — dovrei portarlo sugli scambi sostenuti, facendolo muovere”, sottolineando anche le difficoltà legate alla sede dell’incontro, disputato sulla Margaret Court Arena, più veloce e raccolta rispetto alla Rod Laver Arena: “Impianto molto raccolto, come se fosse indoor — ha concluso — E superficie più veloce della Rod Laver Arena. È tempo di giocare”.

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