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Juventus umiliata dal Galatasaray: Osimhen e il raccattapalle, il gesto clamoroso

mercoledì 18 febbraio 2026

2' di lettura

Qualcosa in più di una "benzina finita". La Juventus uscita sconfitta 5-2 sul campo del Galatasaray nell'andata dei playoff di Champions League si interroga ora sulla tenuta psicologica di una squadra che con Luciano Spalletti in panchina è migliorata dal punto di vista del gioco e dei risultati rispetto alla (breve) era Tudor ma che è incappata anche in preoccupanti blackout. E quello di Istanbul, in particolare, può costare carissimo.

"Abbiamo finito male il primo tempo, poi abbiamo cercato di rimettere un po' di ordine, abbiamo anche cambiato qualcosa, ma siamo calati proprio da un punto di vista della personalità, del carattere e abbiamo fatto non un passo, ma tre passi indietro stasera", ammette amaramente il tecnico toscano a caldo, ai microfoni di Sky Sport.

Il Mago di Certaldo spiega poi la sostituzione alla fine del primo tempo di Cambiaso con Cabal, protagonista in negativo della partita. "Andrea ha rischiato sul finire del primo tempo di prendere il secondo giallo su quel fallo, poi in queste partite se hai uno ammonito è bene nelle sostituzioni cercare di gestire quelle situazioni, però poi abbiamo pagato dazio dopo 20 minuti del secondo tempo, perché mi sembra che al 65°-67° abbiamo preso questa doppia ammonizione e ci ha creato delle difficoltà, poi ci abbiamo messo del nostro perché abbiamo perso quel pallone lì, non siamo stati capaci di renderci conto della difficoltà, della pericolosità di quello che stavamo facendo".

Una Juve in bambola, dunque, scivolata via dalla partita quasi senza reagire. E c'è una immagine diventata virale già nel post-match che spiega meglio di qualsiasi altra considerazione questa sensazione: Victor Osimhen non ha segnato nessuno dei 5 gol turchi, ma dopo la rete del pareggio 2-2 è il primo a raccogliere la palla nella rete di Di Gregorio per suonare la carica e continuare la rimonta. Non solo: anche dopo il quinto gol, arrivato all'86', mentre tutto lo stadio Ali Sami Yen festeggiava impazzito, l'attaccante nigeriano ha fatto lo stesso, come se sperasse nel sesto acuto. In mezzo, ha corso come un matto, richiamato i compagni, dettato passaggi e sfruttato tutti gli errori della distratta retroguardia bianconera. E ha pure trovato il tempo di catechizzare un giovane raccattapalle, prima complimentandosi con lui per aver rimesso subito in gioco un pallone e poi chiedendo agli altri ragazzini di fare lo stesso, per "soffocare" la Signora e le sue speranze.

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