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Milano-Cortina, il dolore di Tomasoni diventa magia grazie ai Giochi

di Fabrizio Biasin domenica 22 febbraio 2026

2' di lettura

Arrivare per la prima volta in carriera in una Big Final di skicross proprio nel giorno della gara olimpica. Vincere la medaglia d’argento per pochi centimetri, dietro un compagno di squadra con cui hai gareggiato, fianco a fianco, anche nei quarti di finale e in semifinale. Forse è troppo per essere un caso. Forse non lo è. Federico Tomasoni ha corso con un casco speciale per ricordare la sua fidanzata Matilde Lorenzi, tragicamente scomparsa il 28 ottobre 2024 dopo una caduta in allenamento.

«Sarai per sempre il mio sole», le aveva scritto in un post. Allora non è un caso nemmeno che a Livigno, ieri, il sole non si sia presentato. C’erano soltanto nubi grigie e neve copiosa a rallentare la pista e a esaltare i materiali degli azzurri. Di sole ce ne era già uno, quello disegnato sul casco di Federico, ed era evidentemente più che sufficiente. C’è un’immagine che vale più di mille parole, ed è quella di Tomasoni che alza verso il cielo la medaglia d’argento appena conquistata. Un gesto intimo, assoluto. Per un istante, in mezzo al frastuono olimpico, attorno a lui non c’era nessuno.

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Chi ha subito lo strappo di una perdita all’improvviso sa perfettamente che esistono momenti esatti in cui si chiudono delle parentesi. L’assente smette di essere tale e diventa una presenza radicata dentro di noi. Il dolore cessa di essere un peso e si trasforma in magia, in una distinzione che ti eleva. Lo ha raccontato con straordinaria lucidità anche Mikaela Shiffrin in questi giorni in merito al padre scomparso. Funziona esattamente così. Non è una questione di fede perché non è richiesto alcuno sforzo spirituale: è una sensazione così terrena, così concreta, così tangibile. Ed è bello sapere che Matteo Franzoso e Matilde Lorenzi abbiano aperto e chiuso questi Giochi, aiutando Giovanni Franzoni e Federico Tomasoni a conquistare le rispettive medaglie. Ci insegnano, queste Olimpiadi, che lo sport è vita e che la vita è uno sport in cui si insegue il sole anche quando attorno c’è una bufera di neve.

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