Dopo l’ultima, disastrosa settimana segnata dalle rovinose sconfitte contro Galatasaray e Como, Ezio Greggio apre il fuoco contro la "sua" Juventus e punta il dito contro due giocatori in particolare. Il conduttore, noto tifoso bianconero, affida a X un duro sfogo che non risparmia nessuno: nel mirino finiscono soprattutto Koopmeiners e Openda, ma le critiche si allargano fino ai vertici societari.
"Nella Juventus dopo la partita farsa con l'Inter è crollata l'autostima – premette Greggio riferendosi all'espulsione di Kalulu che contro l'Inter –. Un'altra sconfitta. Senza Bremer dietro siamo più vulnerabili, Di Gregorio non corrisponde alle aspettative. Zero attaccanti. Con in campo Koopmeiners e Openda giochiamo in 9. Spalletti non può far miracoli con una squadra dove sì e no il 30% dei giocatori è da Juve".
Parole pesanti, che chiamano in causa scelte societarie e rendimento individuale. Ma Greggio non si ferma al campo e allarga il bersaglio alla dirigenza: "Va rifondato tutto, dall'alto, molto in alto, dove servono una proprietà che ami il calcio, dirigenti che per capire il calcio italiano dovrebbero parlare la nostra lingua e venire da sostanziose esperienze del nostro campionato, fino ai giocatori che siano da Juve". Chiaro, in questo caso, il riferimento a Damien Comolli.
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Il ragionamento prosegue con una fotografia impietosa del presente: "Nel calcio di oggi per puntare in alto, servono un grande allenatore (lo abbiamo), un mix di giocatori fuoriclasse (abbiamo solo Yildiz e Bremer) e giocatori solidi con prestazioni costanti (ne abbiamo pochissimi). Con mezze tacche, scarponi e bidoni i risultati sono questi: dal 2020 non vinciamo un Campionato, dal 2021 una Coppa (italiana) (in realtà l'ultima Coppa Italia è del 2024, ndr). Da galera non è stata solo l'ultima maglia ma la gestione degli ultimi anni. Ci sono grandi gruppi con enormi mezzi finanziari che potrebbero far tornare grande la Juve magari con un ex, mito bianconero, al vertice della struttura", conclude un furibondo Ezio Greggio.
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