"Metto un muro, mi difendo con i denti e con le unghie". Federica Brignone risponde così, lapidaria, alla domanda del Corriere della Sera sul "gossip sulla sua vita privata".
Il riferimento, nel finale della lunga intervista, è ad Abdu James Mdaye, che le cronache rosa hanno indicato come suo compagno proprio durante le trionfali olimpiadi invernali di Milano-Cortina concluse con due ori da leggenda, nella Discesa libera e nel SuperG.
Modello di origini senegalesi, avvistato in tribuna sulla pista Olympia delle Tofane ai Giochi a fare il tifo per lei, è un giramondo come Federica: ha lavorato infatti a Milano, in Germania e in Turchia. Quando aveva 14 anni si è trasferito con i genitori a Bellaria, in provincia di Rimini.
"Lo sento tutti i giorni", ha raccontato Babacar Faye, amico d'infanzia. "Mi invita spesso a Milano per il weekend. Era fidanzato da tempo con una ragazza, poi di recente è finita. Poco prima delle Olimpiadi m'ha parlato per la prima volta di Federica Brignone. Mi è sembrato felice". Il padre di Abdu fa il cuoco in una clinica, mentre la moglie lavora come ambulante.
Di tutto questo, però, Brignone non vuole parlare, da sempre lontanissima da copertine e riflettori. Donna e campionessa con "i piedi per terra" (anzi, sugli sci), ben lontana dall'essere un "brand", anche se con le Olimpiadi di fatto lo è diventata. "Avrei potuto lasciare all'apice, l'anno scorso, per esempio. Se scio ancora è perché mi piace - sottolinea al Corsera -. È chiaro che ci sono in gioco altri fattori: non sono integra. Sono consapevole che, se vorrò continuare a essere un'atleta di alto livello, dovrò fare dei sacrifici in più, come due ore al giorno di fisioterapia e una preparazione diversa. Dovrò soffrire: quanto sono disposta ancora a soffrire? Lo vedrò giorno per giorno".