A Shanghai, durante le prime sessioni del Gran Premio di Formula 1, la Ferrari SF-26 ha attirato l’attenzione degli addetti ai lavori grazie a un piccolo ma significativo aggiornamento: un’aletta montata sull’Halo. Piccola nelle dimensioni, questa appendice può però avere un impatto notevole sulle prestazioni della monoposto, migliorando l’aerodinamica e la gestione del flusso d’aria attorno all’abitacolo, soprattutto sopra la testa dei piloti. Il weekend cinese diventa quindi un banco di prova per questa nuova soluzione tecnica.
A differenza dei profili alari classici, l’aletta non genera deportanza diretta, ma si occupa di “pulire” i flussi d’aria che circolano attorno all’Halo. L’area dell’abitacolo è considerata una “zona sporca”: casco del pilota e struttura dell’Halo creano vortici che disturbano il flusso verso il retrotreno. L’obiettivo della Ferrari è triplice: neutralizzare le turbolenze, canalizzare aria pulita verso ala posteriore e diffusore, e ridurre la resistenza per aumentare la velocità nei lunghi rettilinei.
L’Halo, introdotto nel 2018, ha sempre rappresentato una sfida aerodinamica: fondamentale per la sicurezza dei piloti, al contempo penalizza il flusso d’aria. Con la micro-ala sulla SF-26, il Cavallino cerca di trasformare un vincolo strutturale in vantaggio aerodinamico, stabilizzando la vettura in una zona critica e migliorando la gestione della monoposto in curva e sui rettilinei.
Non è l’unica novità tecnica: la SF-26 ha montato anche la cosiddetta “ala Macarena”, già vista ai test in Bahrain, ma non la userà per il resto del weekend perché troppo poco tempo per capirla. Si tratta di un sistema che permette di regolare la parte superiore dell’ala posteriore, con l’obiettivo di ridurre la resistenza nei tratti veloci e garantire carico aerodinamico ottimale nelle curve a raggio variabile. Secondo le stime, questa modifica potrebbe tradursi in un guadagno di 8-10 km/h sulla velocità di punta, senza violare i regolamenti. In sintesi, Ferrari sfrutta Shanghai per testare due aggiornamenti che uniscono sicurezza, innovazione e performance, cercando di ottenere il massimo dalla SF-26 su uno dei circuiti più veloci e impegnativi della stagione.