La Juve si prepara alla trasferta contro l'Udinese, una gara chiave per consolidare la corsa al quarto posto, ora distante appena un punto dalla Roma. La squadra di Luciano Spalletti potrà contare sui recuperi di Dusan Vlahovic e Arkadiusz Milik, finalmente disponibili per rinforzare l’attacco.
A sorprendere, però, è la scelta comunicativa della società: anche questa volta, come già accaduto prima della partita contro l’Inter, non sarà Spalletti a parlare nella conferenza stampa della vigilia. Toccherà invece a un giocatore a rispondere alle domande dei giornalisti, dando voce alla squadra direttamente dal campo.
Protagonista di questa sessione sarà Francisco Conceicao, che guiderà la vigilia da solo, senza la presenza dell’allenatore. Il portoghese aveva già ricoperto lo stesso ruolo prima della vittoria per 4-0 sul Pisa, mostrando personalità e capacità comunicativa anche se non aveva trovato il gol. Prima di lui, altre conferenze della Juve avevano visto protagonisti Manuel Locatelli e Pierre Kalulu, dando continuità a questo modello di rotazione tra giocatori e allenatore.
Si tratta di un approccio innovativo per il calcio italiano, ispirato in parte alla prassi europea, dove spesso allenatore e giocatore parlano insieme. La Juve, invece, vuole sperimentare un format in cui tutti i membri del gruppo possano diventare portavoce della squadra, in base al momento e alla disponibilità del tecnico, privilegiando il dialogo diretto tra media e giocatori. Un metodo insolito, ma che sottolinea il desiderio del club di responsabilizzare i calciatori e mostrare il volto più diretto e autentico della squadra prima delle partite decisive.