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Dzeko e l'arte del gol in conferenza stampa

Alla vigilia di Bosnia-Italia le parole dell'ex attaccante di Roma e Inter conferma di essere un grande leader
di Fabrizio Biasin martedì 31 marzo 2026

2' di lettura

Alla vigilia di Bosnia-Italia, partita che te la raccomando, il capitano dei nostri avversari, Edin Dzeko, ha detto alcune cose. Le vivisezioniamo. A proposito della clippina incriminata in cui qualche azzurro gioisce per l’eliminazione del Galles: «Ognuno ha le proprie preferenze, sa con chi vuole giocare e con chi non vuole, forse la mia era di non giocare contro l’Italia. Ovviamente oggi bisogna stare attenti, con i social tutto si ingigantisce. Però per me è tutto normale». E ti dà una carezza.

A proposito delle debolezze azzurre: «L’Italia non voleva giocare in Galles, non so perché. Noi siamo andati lì, senza paura, e abbiamo vinto. Non so perché l’Italia deve avere paura di Galles o Bosnia. È una Nazionale incredibile, che ha vinto quattro Mondiali, se ha paura di giocare in Galles qualcosa non funziona». E insinua il dubbio di una Nazionale azzurra piuttosto impaurita.

A proposito della posta in palio: «L’Italia si gioca tanto dopo due Mondiali persi...». E ributta la palla nella nostra metà campo, come a dire che loro, questa sera, avranno solo da guadagnare.
A proposito dell’ex compagno Dimarco e della “famosa” esultanza post Galles-Bosnia: «Dimarco mi ha scritto che non voleva offendere nessuno, gli ho risposto “di che parliamo”, non ci sono problemi». E ti dà un’altra carezza.

A proposito dell’annoso quesito («Cosa manca al calcio italiano»): «...Mancano i Totti e i Del Piero...». E ti fa sentire in bocca il retrogusto amarognolo di una nazionale che non c’è più. Ebbene, questa serie di sagaci e appuntite risposte - per fortuna - non andranno in campo, ma la manciata di minuti di conferenza stampa griffata Dzeko fa capire che il non-più-giovanotto è certamente un grande attaccante, ma anche e forse soprattutto un leader con i fiocchi. Ti auguriamo ogni bene, Edin, ma a partire da domani.

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