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Fabio Danese, l'italiano di Bosnia: "Attento Gattuso, cosa dicono qua"

di Roberto Tortora martedì 31 marzo 2026

2' di lettura

Di calciatori bosniaci che giocano in Italia ce ne sono diversi e, nella storia, ce ne sono stati tanti. Di quelli italiani che, invece, militano nel campionato bosniaco ce n’è soltanto uno, difensore del Rudar Prijedor e si chiama Fabrizio Danese. Classe ’95, a trent’anni è ormai un giramondo, dopo aver fatto tanta gavetta nelle serie minori italiane. Nuorese, Akragas, Arzachena per citare alcune squadre. Dal 2022 ha fatto le valigie ed è approdato in Spagna, al Cornellà, poi Ceuta, Santa Coloma e Numancia. Quindi, la scorsa estate, l’arrivo in Bosnia.

Danese, parlando del clima che l’Italia troverà nella fredda Zenica, non usa mezzi termini: "Attento Gattuso, qui sono sicuri di vincere". L’atmosfera sarà agguerrita in campo e sugli spalti, nonostante l’impianto sia piccolo e vetusto, ma capace di dare calore alla propria squadra nel pieno spirito bosniaco. Per loro, come per noi, è una finale storica e al mondiale ci vogliono andare tutti. Altro che trasferta qualunque. Sempre Danese racconta un clima quasi surreale: "Da giorni i miei compagni mi prendono in giro, sono sicuri che l’Italia perderà".

E non è solo sfottò da spogliatoio. Dopo alcuni video degli azzurri diventati virali, spiega, "sono ancora più gasati". Insomma, la miccia è accesa. E guai a pensare a una Bosnia improvvisata. "È una squadra aggressiva, che non molla mai", dice l’italiano, sottolineando come il gruppo guidato da Barbarez abbia "grinta" e un’identità precisa.

Non solo: "Non va sottovalutata". Un avvertimento chiaro, quasi un cartello stradale prima di una curva pericolosa. E poi, come detto, c’è il fattore campo. Zenica non è uno stadio qualsiasi, è un fortino emotivo. "Il pubblico spinge tanto qui", racconta Danese. Traduzione: pressione, rumore, nervi. Tutto quello che può trasformare una partita equilibrata in una trappola. Eppure, tra una provocazione e l’altra, resta una certezza: "L’Italia ha quattro Mondiali, è favorita". Ma attenzione, perché subito arriva la frenata: “In queste partite l’equilibrio regna sempre”. Insomma, gli azzurri partono davanti, ma senza illusioni. Perché in Bosnia non ti regalano nulla. Anzi, ti aspettano convinti di batterti. C’è poco da esultare, quindi, ma solo da combattere.

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