Dopo il trionfo negli Stati Uniti, per Jannik Sinner si apre adesso il passaggio più delicato della primavera: quello dalla velocità del cemento americano alla terra rossa europea. Un cambio di superficie che non riguarda soltanto il ritmo di gioco, ma anche l’adattamento tecnico di un tennis che negli ultimi mesi ha trovato nel servizio uno dei punti di forza più evidenti.
Negli ultimi tornei americani il numero due del mondo ha costruito gran parte della sua superiorità proprio sulla resa al servizio: settanta ace a Miami, percentuali altissime nei momenti chiave e una solidità impressionante nelle situazioni di equilibrio. Contro Jiri Lehecka, in finale, ha chiuso con il 92% dei punti vinti con la prima palla: "Quando inizio a essere un po’ stanco fisicamente, avere qualche punto gratuito con il servizio mi aiuta molto — ha spiegato prima del rientro in Europa — Il miglioramento l’ho avvertito nel mese negli Usa. Ho la sensazione di aver servito meglio a Miami che a Indian Wells".
Carlos Alcaraz, clamoroso dietrofront: chi è costretto a richiamare
L’inizio di stagione di Carlos Alcaraz era sembrato quasi perfetto: titolo agli Australian Open, successo a Doha e...Un lavoro che arriva da lontano e che ha attraversato tutta la seconda parte della scorsa stagione, con interventi tecnici specifici già dopo la finale persa agli US Open e poi proseguiti durante la preparazione invernale. Ora però il contesto cambia. "Abbiamo lavorato tanto per arrivare in questa posizione e ora — ha aggiunto Sinner —, sul rosso, il servizio andrà usato in modo molto diverso: non puoi andare solo piatto”. Sulla terra battuta il servizio perde parte della sua immediatezza e diventa fondamentale la gestione delle rotazioni.
Per questo, i prossimi giorni a Montecarlo saranno decisivi. L’altoatesino è arrivato nel Principato e dopo i primi allenamenti deciderà se disputare o meno il torneo. Tra le ipotesi c’è anche quella di un utilizzo più prudente, magari limitato al doppio per favorire l’adattamento senza eccessivo carico agonistico. Ma la scelta dipenderà soprattutto dalle sensazioni fisiche. "Aspettiamo di capire come mi sento giovedì, qualche doloretto lo metto in conto. Poi vediamo…". La priorità resta arrivare al meglio nei grandi appuntamenti sulla terra, più che inseguire subito la classifica.




