"Ci sono voci secondo cui potrebbero far subentrare all'Iran la squadra meglio classificata nel ranking FIFA, ovvero l'Italia". A dirlo è l'olandese René Meulensteen, vice allenatore dell'Iraq che ai Mondiali 2026 ci sarà eccome, 40 anni dopo l'ultima volta. Un sogno, o una illusione, che di certo però non entusiasma i tifosi azzurri che dopo la sconfitta ai rigori contro la Bosnia, e la terza eliminazione di fila ai playoff, hanno in mente solo una cosa: la rifondazione. Altro che ripescaggi.
L'ipotesi, va detto, è almeno tecnicamente sul tavolo ma appare a oggi lontanissima. "Vogliamo che l'Iran giochi il Mondiale, e lo giocherà. Non c'è un piano B, C o D, c'è solo un piano A. L'Iran rappresenta la sua gente, sia quella che vive nel Paese, sia quella che vive all'estero", ha messo in chiaro Gianni Infantino, presidente della FIFA, che sembra proprio spegnere anche l'ultima fiammella di speranza per l'Italia.
Un paio di giorni fa Infantino era ad Antalya per assistere all'amichevole vinta dal Team Melli per 5-0 sul Costa Rica, e intervistato dalla tv messicana N+ Univision, ha ribadito quanto già affermato dal vicepresidente della Federcalcio di Teheran, Nabi, che ha assicurato la presenza iraniana alla prossima Coppa del Mondo. La Fifa garantirà che l'Iran possa giocare "nelle migliori condizioni possibili anche se la situazione è molto complicata".
Teheran in precedenza aveva chiesto di spostare da Los Angeles e Seattle al Messico le partite del girone G contro Belgio, Egitto e Nuova Zelanda. E anche il presidente americano Donald Trump aveva espresso dubbi sulla partecipazione dell'Iran al torneo "per motivi di sicurezza". Nel Paese infatti, da tempo sono state sospese le manifestazioni sportive e di conseguenza, anche il calcio. Se l'Iran volasse negli Usa per il Mondiale, avrebbe il suo quartier generale Tucson, in Arizona, dovrebbe giocare a Los Angeles contro Nuova Zelanda e Belgio e a Seattle contro l'Egitto.
La FIFA, dal canto suo, ha ribadito che l'intenzione dell'istituzione è quella di garantire a tutti i qualificati la possibilità di giocare in sicurezza. Se l'Iran dovesse decidere di ritirarsi e farlo 30 giorni prima dell'inizio del Mondiale, verrà multato ma potrà essere sostituito e qui, scatta, o scattava in verità, la speranza dell'Italia. Perché il regolamento Fifa, all'articolo 6.7 recita cosi: "Se una federazione membro partecipante si ritira e/o viene esclusa dalla Coppa del Mondo Fifa 2026, la Fifa deciderà sulla questione a propria esclusiva discrezione e adotterà qualsiasi misura ritenuta necessaria. La Fifa potrà decidere di sostituire la federazione partecipante in questione con un'altra associazione". Quindi, il potere della FIFA è decisamente ampio e l'Italia sarebbe la nazionale non qualificata con il ranking più alto (12mo posto). Appare però scontato che il ripescaggio per una questione di equilibri avvenga in ambito Asia (per mantenere inalterata la quota per la confederazione) e di conseguenza, con gli Emirati Arabi che hanno perso l'ultimo spareggio con l'Iraq.