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Jannik Sinner, lo sci prima del tennis: "Vincevo sempre, perché ho mollato"

di Leonardo Iannaccidomenica 5 aprile 2026
Jannik Sinner, lo sci prima del tennis: "Vincevo sempre, perché ho mollato"

3' di lettura

Come ha deciso di trascorrere Pasqua e Pasquetta, Jannik Sinner? Si è allenato sui campi in terra rossa di Monte Carlo, prendendo il sole, sfidando Zverev in un’esibizione di mini-tennis e, per scaldarsi in attesa di scendere in campo martedì nel secondo turno del 1000 Atp, giocando il doppio in coppia con Bergs (contro Ruud-Machac, diretta oggi su Sky). Inoltre, parlando al Media Day, ha annunciato che, «l’obiettivo 2026 è il Roland Garros».

Jannik è un ragazzo che sa essere simpatico, chi lo frequenta racconta che non ha perso affatto la spensieratezza della sua età e vive i 24 anni in totale relax. Così, in una sorta di autointervista per il proprio canale YouTube è venuta fuori una sua confessione intensa. Una finestra aperta con la quale svela di adorare il mango, di cedere sempre alla tentazione dei dolci e di voler imparare bene il francese e lo spagnolo. Ecco i 10 punti essenziali del Sinner-pensiero.

Sinner e la felicità «Due i momenti indimenticabili. Quando sono diventato numero uno del mondo nel 2024, al Roland Garros, è stato un momento bellissimo. E poi quando ho vinto Wimbledon. Da piccolo non era nemmeno un sogno, sembrava irrealistico vincere un torneo così importante. Ma crescendo inizi a crederci. Vincere quel titolo con i miei genitori, mio fratello e i miei amici è stato il momento più felice della mia carriera».

Sinner e il golf «Non ho mai giocato tornei, come handicap credo di girare intorno a 30 o 35, che è piuttosto scarso. Il golf va bene per un giorno, il karting molto di più. Generalmente quando sono al volante ascolto sempre musica. Ma ho una guida tranquilla». Sinner e la prima volta «La ricordo bene se parliamo di tennis. La prima volta che sono andato su un campo è stato con mio padre. Avevo 4 anni e mio padre mi diede la racchetta. Da lì ho continuato a giocare, un paio d’ore a settimana fino a quando avevo 13 anni».

Sinner e lo sci «Nello sci vincevo molto mentre nel tennis non vincevo nulla. Ma lo sci era difficile mentalmente per me: svegliarsi molto presto, il freddo... era duro. Così ho provato qualcosa di nuovo ed è così che sono andato avanti con il tennis».

Sinner e il sonno «Lo ritengo molto importante. Cerco sempre di dormire almeno 9 ore, anche se a volte non è facile perché finiamo gli allenamenti molto tardi e magari iniziamo molto presto il giorno dopo. Inoltre, durante la giornata cerco di fare piccoli pisolini nel pomeriggio, che aiutano molto».

Sinner e la superstizione «Di solito vado sempre nello stesso bagno. Però dipende: se l’anno prima non ho giocato bene in quel torneo, cambio. Poi le scarpe: di solito allaccio sempre la destra, ma le cose possono cambiare nel tempo».

Sinner e gli emoji «Sul telefonino utilizzo quella che ride, sicuramente. Anche quando scrivo qualcosa cerco di essere divertente e rido da solo».

Sinner e il futuro «Come persona cerco di crescere nel modo giusto: il successo non dovrebbe mai cambiare una persona. Questo per me è fondamentale, così come circondarsi di persone giuste, cosa che sto facendo. E poi godersi la vita, perché si vive una volta sola».

Sinner e i giovani «A un tennista che inizia direi di amare quel che fa e anche di godersi il percorso, non pensare solo ai risultati ma anche al miglioramento personale giorno dopo giorno. Aun certo punto dovrai sacrificare molto anche fuori dal campo».

Sinner e la cucina «Se non giocassi a tennis lavorerei in cucina con mio padre. Qualcosa di realistico sarebbe lavorare con lui e magari avere ambizioni più grandi in quel campo».