Jannik Sinner e Monte-Carlo: casa, prima ancora che torneo. È da qui che parte la sua stagione sulla terra rossa, con l’obiettivo dichiarato di colmare un vuoto che ancora resiste nel suo palmares: un grande titolo sul rosso. Non è una mancanza banale, perché i segnali, negli ultimi anni, sono stati evidenti. Le corse profonde a Roma e Parigi, le finali con Alcaraz, un più netta a Roma, l’altra mitologica, quella a Parigi e la sensazione costante di essere vicino all’obiettivo.
Monte-Carlo, allora, diventa uno snodo quasi necessario per colmare quel vuoto. Sul Centrale intitolato al Principe Ranieri III, secondo match dalle 11 (diretta Sky Sport), Sinner affronta Ugo Humbert: 1-1 i precedenti tra i due; il primo alle Next Gen di Milano nel 2019, l’ultimo nel 2021, a Roma, vinto dall’azzurro in due set. Da allora le traiettorie si sono separate: Sinner ha accelerato fino a diventare il punto di riferimento del circuito, Humbert ha costruito con pazienza una carriera solida, fatta di sei finali e sei titoli, con exploit importanti anche a livello 500.
Per Sinner non sarà neppure il primo passo assoluto nel torneo: ha già assaggiato la terra monegasca in doppio, vincendo con Zizou Bergs contro Machac e Ruud. Un modo per entrare in ritmo, per riabituarsi a una superficie che richiede tempo e gestione, più che strappi immediati. E proprio qui sta la chiave: capire quanto velocemente riuscirà a trasferire sulla terra la condizione dominante mostrata sul cemento americano. Prima di Sinner, sullo stesso campo, toccherà a Matteo Berrettini con Bautista Agut, test delicato ma indicativo, mentre Luciano Darderi affronta Hubi Hurkacz in una sfida sulla carta equilibrata. E poi c’è Carlos Alcaraz, numero uno del mondo, atteso all’esordio contro Sebastian Baez, uno che sulla terra sa sempre come stare in campo e che qui difende il suo regno e il suo trono, dagli assalti italiani. Di uno in particolare.




