Una vittoria convincente contro il Genoa, con i gol di Bremer e McKennie, per dare continuità a una Juve in forma e che resta agganciata alla corsa Champions. Da quando è arrivato Luciano Spalletti ha dato verve a una squadra che vuole entrare nell’Europa che conta, ma nel dopo gara il toscano ha scelto di non fermarsi al solo risultato.
Impossibile non parlare di Nazionale, specie dopo quanto accaduto in Bosnia: "L'ho vissuta malissimo — le parole del toscano — Mi sono immedesimato in Gattuso, una persona per bene e che ha tutte le qualità, e ho pensato che se fosse successo di nuovo a me io non ne sarei uscito da quella situazione. Non so come avrei potuto reagire”. E ancora: “Io l'ho subita tanto l'eliminazione contro la Svizzera — ha proseguito Spalletti — Mi ha creato una non reazione, lì per lì non ce la facevo a parlare di calcio mi sono quasi nascosto dal dispiacere. Se Kean avesse segnato il gol del 2-0 si sarebbe parlato di grande Italia”.
Sulla vittoria contro il Genoa “sono contento della prestazione che hanno fatto, anche se dai due volti — ha commentato — Il primo tempo da grande squadra, il secondo in balia di se stessa, con nessuno che sistema la situazione". La squadra avrebbe così perso ordine e lucidità dopo l’intervallo: "Senza dare una direzione al pallone e alle maglie a strisce. E tutti si accodano alla mezza scelta”. Anche l’omaggio dello Stadium, che per la prima volta gli dedica un coro pieno, non sposta il suo sguardo dall’obiettivo: "Nel calcio di oggi esistono diversi schemi, che poi si vanno a sviluppare durante la partita — ha concluso Spalletti — Io infatti preferisco giocatori che in base alle loro letture riescono a indirizzare il gioco".