Nel Principato, dove il tennis profuma di nobiltà e milioni, spunta al Masters anche la scena più inattesa, tra un rovescio liftato e un diritto da highlights: quella della risata. Protagonisti sono il nostro Jannik Sinner e Zizou Bergs, coppia improvvisata nel doppio del torneo 1000 di Monte Carlo, ma già capace di lasciare il segno. Non tanto per i risultati – una vittoria e poi il ritiro – quanto per il retroscena raccontato dal belga.
Confessa, infatti, Bergs con sincerità e stupore: “È incredibile che Jannik voglia condividere il campo con me. Non so perché, però mi aiuta. Imparare da lui è incredibile”. Parole che pesano, perché arrivano da chi quel campo lo vive ogni settimana, non da un tifoso qualsiasi. E raccontano di un Sinner leader silenzioso, ma capace di incidere anche fuori dallo scambio. Poi, però, il tennis lascia spazio al teatro e succede qualcosa che ribalta la narrazione.
Racconta sempre Bergs: "Ero lì con lui e, dal nulla, ha iniziato a ridere tantissimo, perché ho detto che ‘quando cerco solo di mettere la palla in campo, non riesco a giocare a tennis’”. Apriti cielo. Sinner scoppia a ridere e non si ferma più. Due minuti filati, senza controllo. “Gli ho detto: ‘Perché ridi?’”, aggiunge il belga. Ma la risposta è tutta in quella reazione: l’assurdità di un pensiero che, nel tennis moderno, suona come un’eresia.
Insomma, commedia cinepanettoniana sulla terra rossa di Monte Carlo, a testimonianza dell’alchimia tra due giocatori che si sono trovati quasi per caso, ma sembrano conoscersi da sempre. Ora, però, ci sarà poco da ridere e molto da concentrarsi sull’ottavo di finale di Sinner contro il cecoslovacco Machac, mentre l’altro italiano, Matteo Berrettini, sarà impegnato in campo contro il brasiliano Fonseca, dopo aver rifilato un devastante doppio 6-0 a Daniil Medvedev al terzo turno.