Dopo l'ultima vittoria che gli è valsa la qualificazione ai quarti di finale del Masters 1000 di Madrid, in conferenza stampa Jannik Sinner torna a sfogarsi e a mettere nel mirino gli orari a cui, in certe circostanze, sono costretti a giocare gli atleti impegnati nel torneo.
Il numero uno del ranking Atp ha liquidato Cameron Norrie in un match disputato all'insolito orario delle 11 del mattino, una collocazione oraria rara per i big del circuito ma che si è resa necessaria in virtù degli incastri dell'organizzazione del programma. Archiviata in poco tempo la pratica in campo, l’attenzione si è spostata da quanto accaduta sulla terra rossa agli orari di gioco.
Sinner ha evidenziato come adattarsi ad orari così anticipati non sia affatto semplice: "Per me è inusuale giocare alle 11 del mattino, non ricordo l'ultima volta che l'ho fatto. Mi sono svegliato presto e ho dovuto adattare il mio corpo. Noi dobbiamo adattare la nostra programmazione della sessione serale, due partite che iniziano dopo le 20 sono troppe, è troppo tardi", ha rimarcato.
Il ragazzo di San Candido, però, è poi tornato sulle conseguenze delle sessioni notturne, rimarcando l’impatto sulla gestione fisica e sul recupero: "Devi fare una serie di aggiustamenti nella programmazione. Quando giochi troppo tardi anche se hai un giorno di recupero è dura. Finire dopo la mezzanotte non è facile. Perché devi fare i trattamenti post-match con il fisioterapista, poi c'è la conferenza stampa e poi devi mangiare. Finisci all'1:15 o all'1:30 e non dormi fino alle quattro o alle cinque del mattino, diventa oggettivamente tardi. Penso si possa fare meglio", si è sfogato Sinner, tornando a battare il ferro su un argomento - quelle delle partite a tarda notte - contro il quale punta il dito da tempo e che lo portò a ritirarsi nel 2023 dal torneo di Parigi-Bercy dopo aver concluso un match alle 2.36 del mattino.