Un pari che non chiude i discorsi Champions, soprattutto per la Juve, ma che non lascia tranquillo pure il Milan. A San Siro il big match dello scorso turno è finito con uno scialbo 0-0, stesso risultato dell’anno scorso. Per lo meno i bianconeri sono ancora avanti nella corsa Champions, con tre punti in più rispetto a Roma e Como. Per Christian Vieri, ospite di Dazn, i tifosi sono “delusi, come sicuramente lo sono tutti — dice — Allegri penso sia molto felice del risultato”. L’ex bomber poi ha preso un foglietto e ci ha scritto questo, mentre Massimo Ambrosini in studio lo osservava: “Io vedrei bene il ritorno di Kolo Muani. Se hai Vlahovic in casa comunque devi cercare di rinnovarlo perché non ce ne sono come lui”.
Andrea Marinozzi ha quindi parlato di gara bloccata: “Il calcio senza pressing del 2026 ti regala questo tipo di partite”, aggiungendo che “le due squadre hanno fatto pochissimo”. Ambrosini l’ha definita come “una partita molto brutta e dominata dall’attenzione, chi affronta il Milan ha sempre paura di essere punito in un secondo. Conceicao è stato il più pericoloso”. Ciro Ferrara ha poi aggiunto che “la Juve ha provato a dominare nel secondo tempo”, ma “la posta in palio era altissima e ha prevalso la paura di perderla”.
Quindi si è parlato del caso Rocchi, con l’intervento dell’avvocato Mattia Grassani che ha ricordato come “la frode sportiva è un reato previsto dalla legge 401/89” e che “le sanzioni possono arrivare fino a 9 anni di reclusione”, aggiungendo che “al momento non risultano club coinvolti”. Quindi un paragone con Calciopoli: “Seppur ci troviamo in una fase in progresso dell'indagine penale mentre quella sportiva comincerà quando il dottor Chiné riceverà gli atti, e valuterà se riaprire l'indagine di cui si è parlato conclusa con l'archiviazione o aprire altri filoni, ritengo che rispetto a Calciopoli 2006 ricorrano tristi e sinistri modalità comuni ai due procedimenti”.
E ancora: “Ricordiamo che nel 2006 non ci furono tesserati indagati, non fu accertata la circolazione di denaro ma ci fu la cosiddetta cupola che condizionava i designatori Bergamo e Pairetto nella scelta degli arbitri da mandare in determinate gare — ha concluso Grassani — Il canovaccio si sta ripetendo e ci troviamo difronte a un panorama in cui la classe arbitrale si trova decapitato di un suo organo tecnico e del suo vice, oltre a una perdita di credibilità e danno al sistema abbastanza rilevante".