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Jan chiama, Kimi risponde: anche la F.1 parla italiano

di Lorenzo Pastuglia lunedì 4 maggio 2026

3' di lettura

E ora fermatelo, Andrea Kimi Antonelli. Perché questo 19enne di Bologna continua a rubare i cuori degli italiani assieme a Jannik Sinner- che poche ore prima aveva demolito Sasha Zverev a Madrid- e non si ferma più. Anche Miami è sua, diventando così il primo pilota della storia a prendersi i primi tre GP consecutivi partendo dalla pole, e vincendo sulla pista dove, lo scorso mese, proprio il tennista di Sesto Pusteria si era preso il Masters 1000 della Florida. E pensare che sabato, dopo la terza pole di fila della carriera, il numero 12 si era preso l’invidiabile primato raggiunto solo dagli eterni Ayrton Senna (nel 1985) e Michael Schumacher (1994). Un messaggio lanciato ai rivali - soprattutto al compagno di box George Russell, che a parole gli lancia frecciatine ma poi chiude quasi sempre dietro - e un omaggio speciale al compaesano Alex Zanardi, scomparso venerdì sera.

A MODO SUO
Lo ha fatto a suo modo, con una partenza ancora non perfetta e una gara rimediata in maniera magistrale. Che esperienza per essere un ragazzo di soli 19 anni, che ora vola in classifica staccando gli altri, con la voglia di fare poker fra tre domeniche in Canada. «Per evitare gli altri al via ho creato un piccolo gap in curva 2, ho poi commesso un errore nella gestione dell’energia e sono finito dietro a Lando, ma sono riuscito a rimontare e a tenere il passo», ha detto con sincerità. Kimi si è preso una vittoria importante sulla pista dipinta per Lando Norris (2° alla fine), difendendo nella seconda parte di gara sulla McLaren, ritornata definitivamente fra le grandi e pronta alla battaglia per il vertice, come dimostra anche il 3° posto di Piastri.

Quarto un Russell spento, che bacia la fortuna per l’errore di Charles Leclerc (6°) nel giro finale, superando anche Max Verstappen (5°) con le Hard alla frutta dopo il cambio-gomma anticipato al via (nella Safety entrata per il botto del compagno Isack Hadjar). «Non c’erano problemi all’ala- le parole del monegasco - l’idea era di lasciare passare Oscar per usare l’Overtake Mode, dato che non ero più forte nel secondo settore e non avevo più la gomma. Dopo ho gestito male io curva 1-2-3 e rovinato tutto, anche per i tifosi non è qualcosa di inaccettabile».

Peccato, perché prima del patatrac finale Charles aveva corso una gara da applausi, iniziata con l’intelligente partenza (frenare sulla staccata di Verstappen) e recuperando all’errore di strategia di Maranello, che lo aveva fatto finire dietro a Russell per difendere la posizione sul rivale con l’overcut. Quel che è certo è che il terzo posto per Charles era più del massimo che potesse ottenere, considerando il ritorno delle McLaren e la consueta Mercedes di Kimi. Se le SF-26 hanno mostrato una buona crescita - ottima nel veloce e nel lento, nella gestione della gomma e nell’alto livello di carico- mancano però di cavalli sui rettilinei, con la necessità di migliorare la Power Unit. Il problema è che se l’auto di Maranello è migliorata, anche le rivali lo hanno fatto. Anonima invece la gara di Lewis Hamilton (7°), rovinata al via per il contatto con l’Alpine di Franco Colapinto (8°). L’argentino ha eguagliato il suo miglior risultato dal GP di Baku 2024. Hanno chiuso la top-10 le Williams di Carlos Sainz (9°) e Alexander Albon (10°).

CLASSIFICA PILOTI: Antonelli 100, Russell 80, Leclerc 63, Norris 51, Hamilton 49, Piastri 43.

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