Diego Nargiso al Foro Italico c’era ogni giorno e, da uno che il tennis lo ha vissuto in tutte le vesti possibili, l’impressione è che questa edizione degli Internazionali d’Italia gli abbia lasciato qualcosa di diverso dal solito: "Credo che quello che abbiamo vissuto quest’anno sia quasi irripetibile", racconta in una intervista a Fanpage, senza riferirsi soltanto alla vittoria finale di Jannik Sinner ma a un’atmosfera che, secondo lui, ha avuto un peso che va oltre il campo. L’ex tennista ha parlato di un torneo capace di coinvolgere tutti, dagli appassionati alle istituzioni. La fotografia che gli è rimasta più impressa è quella della premiazione, con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, accanto ad Adriano Panatta, che 50 anni fa sul Centrale si prese il titolo cedendo poi il testimone a Jannik domenica. "Vedere il presidente della Repubblica premiare insieme ad Adriano Panatta Jannik Sinner, sono immagini che restano nella storia". Per l’ex azzurro è la conferma che il tennis sia diventato "un momento storico per il nostro Paese" e "un elemento di unione nazionale”.
Ma il passaggio che lo ha colpito di più resta la semifinale con Daniil Medvedev. Nargiso ricorda un Sinner diverso dal solito, meno brillante ma determinato a non lasciare nulla per strada: "Jannik era visibilmente emozionato e palesemente in difficoltà fisica". Proprio per questo, aggiunge, "forse, in un altro contesto, non so come sarebbe finita". È una frase che dice molto di quel pomeriggio e del significato che Nargiso attribuisce alla partita: "Ha fatto un vero gesto d’amore nei confronti degli italiani”.
Nella sua lettura, Sinner ha scelto di restare dentro al match anche quando il corpo gli chiedeva altro: "Non ha mollato un centimetro — sottolinea — L’immagine simbolo di tutto resta quell’urlo da leone nel terzo set”, il momento in cui la sofferenza si è trasformata in energia. C’è poi anche il ricordo dell’applauso tributato a Casper Ruud, che con il suo discorso ha mostrato, dice, "la dignità di chi perde". Un dettaglio che ha completato un torneo che, per chi ama questo sport, difficilmente sarà dimenticato.
Infine un commento sui tennisti del futuro: "È inevitabile che il divario continui ad aumentare (da Sinner e Carlos Alcaraz, ndr) — commenta Nargiso — La differenza rispetto agli altri sarà sempre più ampia. Tanti ragazzi stanno già prendendo esempio da Jannik Sinner. Vedi Jodar, Landaluce, Fonseca, ma anche tanti altri, stanno seguendo quella strada, con lavoro silenzioso, miglioramento quotidiano, attenzione maniacale ai dettagli e voglia continua di aggiungere qualcosa senza mai sentirsi arrivati”. Jannik “ha innovato il modo di interpretare l’atleta professionista — ha concluso Nargiso — Ha cambiato il sistema di allenamento e l’approccio mentale degli ultimi anni. Oggi vedi tanti piccoli ‘Sinner’ che crescono seguendo quella filosofia. Ed è questa, probabilmente, la sua eredità più grande".