La tensione esplosa in campo tra Dusan Vlahovic e Manuel Locatelli dopo la sconfitta contro la Fiorentina — che ha complicato se non compromesso il cammino della Juve in Champions — è il simbolo più evidente del momento delicatissimo che sta vivendo la Vecchia Signora. I due bianconeri, protagonisti di un acceso battibecco nel match dell’Allianz, sono stati multati dalla società. Un provvedimento severo voluto per ribadire che, in una fase così complicata, nervosismi e divisioni interne non saranno tollerati. Uguale a quello preso dal Real Madrid nella lite tra Federico Valverde e Aurélien Tchouaméni.
La sanzione rappresenta anche un messaggio chiaro alla squadra alla vigilia del derby, appuntamento decisivo per una corsa Champions che si è fatta improvvisamente in salita. Ma il malessere va ben oltre quanto accaduto sul terreno di gioco. In queste ore, infatti, John Elkann è tornato a seguire da vicino il dossier Juventus, confrontandosi con i dirigenti e soprattutto con Luciano Spalletti. Il tecnico, secondo le indiscrezioni, avrebbe chiesto "maggiore autonomia gestionale sulla parte sportiva" e avrebbe ribadito con fermezza la propria posizione: "Se avete anche un solo dubbio su di me, non preoccupatevi dei prossimi due anni di contratto, non saranno mai un problema”.
Parole che avrebbero colpito Elkann, sempre più chiamato a intervenire in prima persona per risolvere una crisi di identità che coinvolge non solo la squadra, ma anche l’assetto dirigenziale. Nel mirino c’è Damien Comolli, il manager scelto direttamente dall’azionista di riferimento. Il dirigente francese, però, non sarebbe riuscito a conquistare l’ambiente né a costruire rapporti solidi all’interno del club. L’ipotesi più concreta è un suo progressivo ridimensionamento, con le decisioni tecniche sempre più affidate all’allenatore. A rafforzare il progetto potrebbe essere il ritorno di Matteo Tognozzi nell’area mercato. Tutto dipenderà dalle decisioni di Elkann nei prossimi giorni.