Diego Abatantuono fotografa il momento del Milan con amarezza, ironia e parecchia disillusione. Nell’intervista concessa alla Repubblica, l’attore e tifosissimo rossonero racconta di aver ormai perso entusiasmo verso la squadra: “Io sono un tifoso che si è dimesso”. Ammettendo di non essere nemmeno sorpreso dal crollo rossonero: “Io sapevo che sarebbe finita così, si capiva da tempo. Mi sono illuso di non restare deluso. Ma era impossibile”. Secondo lui, il club rossonero non ha mai davvero convinto sul piano del gioco e della struttura societaria: “Il Milan non divertiva ma vinceva, portava a casa punti, ma non aveva giocatori all'altezza. Le vittorie sembravano sempre un caso”.
Nel mirino finiscono soprattutto proprietà e dirigenza. “Non c'è una società dietro, la squadra era stata lasciata sola — spiega, criticando il modello dei fondi stranieri nel calcio italiano — Oggi ci sono i fondi, le multinazionali, non ci sono le persone. Chi guarda i conti non guarda il calcio”. E su Gerry Cardinale ironizza: “A rappresentare il Milan c'è Gerry. Calà? Scotti? Ah no, si chiama Cardinale. Che non sa nulla di calcio”.
Parole dure anche per Zlatan Ibrahimovic dirigente: “Grandissimo giocatore. Ma se lo metti a fare il giornalista o l'idraulico non lo sa fare”. Per Abatantuono il vero errore è stato allontanare Paolo Maldini: “Stavamo bene quando c'era Maldini. Lui era capace, legato al Milan, sapeva parlare ai giocatori”. Sul futuro, infine, prevale il pessimismo: “Non vado a vedere le partite, non vado in trasferta. Non mi piace come si muovono, non mi piace il loro stile”.