Sarà Massimiliano Allegri il nuovo allenatore del Napoli. Nel giro di pochi giorni, il tecnico livornese passa dal licenziamento al Milan dopo la mancata qualificazione in Champions League alla chiamata di Aurelio De Laurentiis. Raccoglie l'eredità di Antonio Conte, come già gli era accaduto nell'estate del 2014. Anche allora a sorpresa: veniva dall'esonero con i rossoneri e prese in mano i bianconeri 3 volte campioni d'Italia "spremuti" dal mister salentino. Condurrò la Signora a un filotto di altri 5 titoli, più due finali (perse) di Champions.
Sotto il Vesuvio la situazione è leggermente diversa: il Napoli ha vinto 2 scudetti nelle ultime 4 stagioni, è reduce da un secondo posto frutto anche dei tanti infortuni che hanno falcidiato una rosa altrimenti di grande qualità, forse al livello di quella dell'Inter scudettata. ADL ha preferito andare sul sicuro: niente scommesse suggestive (quella di Vincenzo Italiano, per esempio), meglio puntare su un grande gestore capace di puntellare la difesa e affidarsi alla qualità e all'estro di centrocampisti e attaccanti. In questo senso, il Napoli appare decisamente di un altro livello rispetto al Milan sterile e incompiuto visto in questi ultimi mesi. Soprattutto, ed è quasi una beffa per i rossoneri, Allegri la Champions la farà, senza di loro.
I rapporti tra il tecnico livornese e De Laurentiis sono solidi da anni e già in passato il presidente aveva tentato di portarlo in azzurro. Anche Italiano, che oggi ha rescisso con il Bologna (che lo scorso hanno ha condotto a vincere una storica Coppa Italia - contro il Milan - dopo aver raggiunto due finali consecutive di Conference League con la Fiorentina - avrebbe avuto contatti diretti con De Laurentiis e rappresentava una candidatura molto apprezzata dalla dirigenza partenopea. Nel giro di poche ore, Allegri ha però piazzato lo spint decisivo. Vincendo, guarda un po', di corto muso. E ora per Italiano, in un clamoroso effetto domino, prende quota l'ipotesi Milan...