La protesta dei tifosi rossoneri contro Gerry Cardinale potrebbe presto attraversare l’Oceano Atlantico. Dopo mesi di contestazioni dentro e fuori San Siro, una parte dei sostenitori starebbe lavorando a un'iniziativa destinata a fare rumore direttamente negli Stati Uniti, il Paese del proprietario del Milan. L'idea è quella di far comparire nel cuore di New York, sugli enormi schermi di Times Square, due messaggi che non lasciano spazio a interpretazioni: "Save AC Milan" e "Cardinale Out". Una provocazione studiata per colpire il numero uno di RedBird proprio a casa sua e, soprattutto, per dare risonanza internazionale al malcontento che da tempo accompagna la gestione del club.
A immaginare l'iniziativa è stato Guido, presidente del Milan Club Valle Telesina, in provincia di Benevento (Campania). Da lì sarebbe partita una rete di contatti con diverse realtà del mondo rossonero, dall'Associazione Italiana Milan Club alla Curva Sud, passando per l'Old Clan e il Milan Club New York. L'obiettivo è capire se esistono le condizioni per trasformare l'idea in qualcosa di concreto. La scelta di Times Square non è casuale. Ogni giorno migliaia di persone attraversano quella che è probabilmente la piazza più famosa d'America e una delle più riconoscibili al mondo. Da anni gli schermi che la circondano ospitano campagne pubblicitarie, messaggi promozionali e iniziative di ogni genere. Affittarne uno per qualche secondo non è impossibile, ma richiede organizzazione e risorse economiche.
Dietro la proposta c'è anche una valutazione strategica. Nei prossimi anni gli Stati Uniti saranno sempre più al centro del calcio internazionale e attirare l'attenzione dei media americani potrebbe dare alla protesta una visibilità ben diversa rispetto a quella ottenuta finora in Italia. E Times Square potrebbe essere soltanto il primo passo. Tra i tifosi che stanno discutendo il progetto si ragiona infatti anche sulla possibilità di acquistare spazi pubblicitari su altri mezzi di comunicazione statunitensi, dai quotidiani alle televisioni nazionali. Per ora il tutto resta un'idea, ma il segnale è chiaro: una parte del popolo milanista vuole continuare a far sentire la propria voce. E stavolta è pronta a farlo a migliaia di chilometri da San Siro.