Silvio Baldini si è preso una rivincita senza alzare la voce, con il suo stile diretto ma mai sopra le righe. Dopo la seconda vittoria consecutiva nelle amichevoli alla guida della Nazionale maggiore, vincendo 1-0 in Grecia, e seppur in un incarico ad interim prima del ritorno sulla panchina dell'Under 21, il tecnico ha voluto chiarire subito la sua posizione e il senso di questa parentesi azzurra: "Non sono uno scappato di casa, il destino mi ha portato qui ma so il cammino che ho fatto per arrivarci — ha detto senza giri di parole, prima di volgere lo sguardo sui suoi ragazzi e sul percorso condiviso in queste due partite di fine stagione — Hanno compreso il valore delle regole. Quando le regole non sono un ostacolo ma sono un elemento positivo in più e una risorsa, tutto procede per bene e questi ragazzi hanno compreso l'importanza di avere certe regole”.
Un messaggio chiaro, arrivato dopo una partita che, al di là del risultato, ha confermato un gruppo attento e disciplinato. Baldini, poi allargando il discorso alla crescita dei giovani, ha aggiunto: “Conosco il valore di questi ragazzi, quando capiscono le cose giuste, acquisiscono un livello maggiore di maturità. Mi auguravo che anche stasera avessimo un po’ di fortuna, perché la fortuna serve sempre”.
Ma il momento più diretto è arrivato quando il tecnico ha affrontato il tema delle etichette e delle critiche ricevute nel tempo. "Nel calcio c'è gente che ti affibbia etichette, ma io so di non essere uno scappato di casa. Sì, forse il destino mi ha portato fin qui ma io so perfettamente la fatica, il lavoro e il percorso che ho fatto”. Nessuna rivendicazione polemica, piuttosto la consapevolezza di chi si è guadagnato ogni passaggio della propria carriera. Netta anche la risposta sul futuro: "Restare come Ct? Non è un discorso o un pensiero che ho e che mi appartiene, io sono soddisfatto e orgoglioso di questi ragazzi — ha concluso —. A me interessava semplicemente essere utile alla causa azzurra".