Ci sono partite in cui il tabellino racconta tutto e altre in cui non racconta quasi nulla. Ecco, per mille motivi, Lussemburgo-Italia appartiene alla seconda categoria. Eppure, per rispetto della cronaca, il risultato va annotato: gli azzurri vincono 0-1 allo Stade de Luxembourg. Un successo, di misura e per niente convincente contro un’avversaria decisamente modesta, ottenuto con una selezione sperimentale, composta da un senatore, il capitano Gigio Donnarumma, due giovani ma già pronti per essere punti fermi in Nazionale, Marco Palestra e Francesco Pio Esposito, e tantissimi talenti che proveranno a ritagliarsi spazio in azzurro. Nella formazione titolare vista in Lussemburgo, peraltro, non si legge il nome del già citato terzino dell’Atalanta (ma in odore di trasferimento questa estate: per Palestra sarà Inter o una big di Premier League), fermato da un problema muscolare (che non preoccupa) e sostituito da Costantino Favasuli, terzino del Catanzaro.
Un giocatore capace di giocare su entrambe le fasce con spiccate doti offensive (confermate anche nella serata lussemburghese: avrà una chance in Serie A?). Ci sono invece Donnarumma, in porta, ed Esposito, al centro dell’attacco, con due ali da uno contro uno ai suoi lati, come Luigi Cherubini, a destra, e Luca Koleosho, a sinistra. Una formazione definita sperimentale nelle prime righe di questo articolo, con un’età media di 21 anni e 354 giorni: la più giovane per l’Italia dal 22 dicembre 1912 (in quell’occasione, per un’amichevole con l’Austria, fu di 21 anni e 308 giorni; il commissario tecnico era Umberto Meazza). Le novità, però, non devono essere solamente nei nomi, ma soprattutto della proposta di gioco, mancata terribilmente nelle ultime gestioni.
A cominciare dal modulo, quel 4-3-3 che prevede due esterni offensivi, imprescindibili a grandi livelli nel calcio moderno, come dimostrato da tutte le squadre più forti del mondo. Una tendenza evidenziata fin dai primi minuti di gioco, con gli azzurri che spesso cercano di sfruttare l’ampiezza, appoggiandosi sui già citati Cherubini e Koleosho. I due esterni nati nel 2004, però, non riescono a incidere come vorrebbe Baldini e, allora, diventa fondamentale rifugiarsi nel centravanti: Esposito. La punta dell’Inter, infatti, attira sudi sé i difensori avversari, cercando anche il gol con giocate spettacolari: prima di tacco, poi in rovesciata, senza mai trovare la porta. L’occasione migliore del primo tempo, comunque, capita a Koleosho, il quale calcia male da posizione favorevole.
Curioso come, in una serata piena di volti nuovi, a confezionare il vantaggio azzurro siano due giocatori che avevano già vestito la maglia della Nazionale maggiore: Pisilli, autore di un calcio d’angolo preciso (il centrocampista della Roma colpirà il palo poco dopo), e lo stesso Esposito, che sfrutta l’assist del compagno per segnare di testa, con un’incornata sul secondo palo. Per la punta dell’Inter si tratta del 4° gol in Nazionale: la sensazione è che ne firmerà tanti altri ancora. Domenica l’ultima partita di una maledetta stagione, in casa della Grecia (arrabbiata per la scelta dell’Italia di presentarsi con la selezione sperimentale), poi si potrà finalmente voltare pagina. Con un nuovo commissario tecnico il ballottaggio sarebbe tra Antonio Conte e Roberto Mancini (per entrambi i tecnici sarebbe un ritorno) - possibilmente un’impostazione tattica diversa dall’obsoleto 3-5-2 e un ricambio generazionale che sembra doveroso.