Un tennista di primissimo piano è finito nel mirino dell’Itia dopo una sconfitta inattesa contro un avversario molto più indietro in classifica. È questo il caso raccontato dal New York Times, che ha ricostruito un episodio avvenuto nel circuito Atp e rimasto coperto da anonimato, ma sufficiente a far scattare un alert interno per possibile match sospetto legato al mondo delle scommesse.
Secondo il quotidiano americano, si tratta di una “stella del tennis” impegnata in “un torneo prestigioso, che vanta una storia di oltre 50 anni”, con un match inserito tra i più importanti della giornata e un avversario “oltre 50 posizioni sotto di lui in classifica”.
Il risultato, però, sorprende solo fino a un certo punto: vittoria del giocatore sfavorito in due set, “un esito inatteso ma non abbastanza clamoroso da attirare subito l’attenzione dei media”. L’allarme arriva dopo: “Più tardi, quello stesso giorno, secondo fonti vicine al caso, è scattato un allarme nel sistema dell’Itia”, con un flusso anomalo di scommesse concentrato proprio su un successo in due set dell’outsider. È il classico meccanismo dei betting alert che fanno scattare i controlli.
L’International Tennis Integrity Agency è l’ente che si occupa di vigilare sull’integrità del tennis mondiale, tra antidoping e soprattutto lotta alle partite truccate. È lo stesso organismo che ha seguito anche il caso Clostebol di Jannik Sinner, chiuso con un patteggiamento e tre mesi di squalifica. Nel caso raccontato dal New York Times, viene subito precisato che “un allarme di combine di per sé non è prova di illecito”, motivo per cui il nome del giocatore non viene reso pubblico. L’episodio, però, ha comunque attivato un’analisi interna.
Il sistema funziona così: le società di scommesse e i provider specializzati inviano segnalazioni quando rilevano movimenti anomali, ad esempio puntate improvvise su un risultato specifico. Molti alert vengono archiviati perché possono dipendere da fattori normali come condizioni fisiche, errori di quota o andamento del match. Quando però le anomalie si sommano ad altri indizi, si apre un’indagine formale. Da lì partono verifiche approfondite che possono durare mesi o anni, fino all’eventuale giudizio di un tribunale sportivo indipendente. Solo in quel momento possono arrivare sanzioni, mentre nelle fasi precedenti l’Itia non commenta.