Niente problemi con il terreno di gioco, ma un ospite decisamente indesiderato attorno al quartier generale scelto dalla Svizzera per i Mondiali. La nazionale elvetica ha infatti individuato a San Diego la propria base operativa negli Stati Uniti, in vista dei Mondiali pronti a iniziare, salvo poi fare i conti con una particolarità del territorio: nei dintorni del centro sportivo è presente un’area popolata da serpenti a sonagli, tra i rettili più temuti del Nord America.
A rendere nota la situazione è stata la stessa federazione svizzera, che ha mostrato con una punta di ironia la mappa del ritiro indicando anche la cosiddetta “snake area”, la zona dove è stata segnalata la presenza dei crotali. Un dettaglio che non aveva pesato nella scelta iniziale della struttura, ma che ora ha imposto alcune precauzioni per giocatori, staff e tifosi. Le Autorità locali raccomandano infatti di non avventurarsi fuori dai percorsi autorizzati e sconsigliano gli spostamenti a piedi o in bicicletta nelle aree limitrofe. I serpenti a sonagli, pur essendo generalmente schivi e poco inclini ad attaccare l’uomo, sono velenosi e il loro morso richiede un intervento medico immediato. In questo periodo dell’anno, inoltre, risultano particolarmente attivi.
La questione ha modificato anche alcuni programmi della squadra guidata dal commissario tecnico Murat Yakin. L’idea di raggiungere i campi di allenamento in bicicletta, utilizzando il tragitto come parte della preparazione atletica, è stata accantonata per motivi di sicurezza. I giocatori si sposteranno esclusivamente in autobus tra hotel e centro sportivo. I rettili tendono a nascondersi tra rocce, sterpaglie e cespugli, rendendo più difficile individuarli durante una passeggiata. Per questo motivo la federazione ha invitato tutti a prestare la massima attenzione.
Un problema simile è stato segnalato anche dalla Norvegia nel ritiro allestito in Carolina del Nord. Agli scandinavi è stato consigliato di mantenere le distanze e non disturbare gli animali. Un imprevisto curioso, ma tutt’altro che banale, soprattutto per calciatori e membri degli staff poco abituati a convivere con la fauna selvatica americana.