Jannik Sinner è uno dei dieci sportivi più influenti al mondo. Lo certifica il “Time”, celebre rivista specializzata americana, che nelle scorse ore ha deciso di svelare la lista dei 100 atleti più rilevanti a livello globale nel 2026. L’altoatesino è stato inserito in settima posizione, mentre il rivale Carlos Alcaraz è stato piazzato “solo” all’undicesimo posto. Segno che, almeno per il “Time”, al momento è Sinner il volto di punta del tennis mondiale: non a caso è il numero uno del ranking ATP e, al netto dello scivolone parigino, è reduce da un’impresa senza eguali, quella dei sei Masters 1000 vinti consecutivamente.
Comunque il “Time” scommette forte sul dualismo tra Sinner e Alcaraz: «Diventata rapidamente la rivalità sportiva degli anni ’20, potrebbe battere anche Federer-Nadal in quanto a intrighi». Jannik non è l’unico italiano in classifica. Alla 60esima posizione c’è una “new entry” importante: si tratta ovviamente di Kimi Antonelli, che a soli 19 anni sta facendo cadere un record dopo l’altro in Formula 1, uno degli sport più popolari al mondo. Lo scorso weekend a Monte Carlo il ragazzino bolognese è diventato il più giovane di sempre a trionfare tra le strade del Principato e a infilare cinque vittorie consecutive.
Inoltre è il leader del Mondiale con 66 punti di vantaggio sul secondo: è il divario più ampio mai registrato a questo punto della stagione. Negli ultimi mesi la popolarità di Kimi è schizzata alle stelle, grazie alle vittorie ma anche alla sua personalità: al volante è un fenomeno, ma nella vita di tutti i giorni è un 19enne educato e solare, che si fa ben volere da tutti. Anche il “Time” è salito sul carro di Antonelli, che forse ancora non si è reso conto dell’impatto mondiale che stanno avendo le sue gesta sportive. Di certo c’è che Toto Wolff, la Mercedes e i suoi familiari sono bravissimo a coprirgli le spalle e a far sì che non resti schiacciato dalla pressione.
Tornando alla lista, per il “Time” il numero uno degli sportivi è sempre LeBron James. Un riconoscimento che va oltre i risultati sportivi, che per la verità negli ultimi anni sono di scarso rilievo: LeBron viene celebrato per aver ridefinito i confini dell’atleta, spostandoli ben oltre il normale. James è un fenomeno di longevità, a quasi 42 anni è ancora uno dei giocatori di basket più forti del pianeta, ed è ormai un’icona a tutto campo, una di quelle che spazia dalla politica al sociale, passando per l’economia (nel senso che è un brand che vale miliardi di dollari).
La scelta del “Time” per il secondo posto è sorprendente e ha un po’ a che fare con il fatto che gli americani, quando si tratta di sport, credono di essere il mondo intero. Hilary Knight è un’icona statunitense, è stata decisiva nella vittoria della medaglia d’oro degli USA nell’hockey femminile ai Giochi di Milano Cortina, però fuori dai confini statunitensi non è di certo un nome di grido. Così come non lo sono Roger Goodell (direttore generale della NFL) e A’Ja Wilson (WNBA), che pure sono nella top-10 degli atleti più influenti al mondo.
Personaggi che, in quanto a popolarità e rilevanza globale, non hanno nulla a che vedere con un Tadej Pogacar o un Cristiano Ronaldo, che invece sono rispettivamente al 24° e al 30° posto. Al portoghese non farà affatto piacere scoprire di essere stato piazzato così in basso, soprattutto rispetto all’eterno rivale Lionel Messi, che invece è terzo in classifica. Nel caso dell’argentino il fatto di giocare nel campionato americano avrà sicuramente aiutato...