Dategli una racchetta e Jannik Sinner conquisterà prima Wimbledon e poi il mondo. Ma non chiedetegli di ballare né di salire in moto, perché finirà in disastro. L'altoatesino, numero 1 del ranking Atp e fresco di bis sull'erba di Londra, ha festeggiato l'impresa subito dopo la finale vinta contro Zverev come da tradizione con il gran galà dell'All England Club, organizzato al coreografico, prestigioso Raffles London.
Clima di festa, euforia, bollicine che scorrono a fiumi. Tanto che Jannik, quando il presentatore della serata ha provato a "intervistarlo", ha risposto con la poca lucidità che gli rimaneva: "Non farmi domande difficili, sono brillo".
Vestito con il rituale smoking nero, Sinner si è sottoposto di buon grado alla "tortura" del ballo a due con la vincitrice del torneo femminile, la ceca Linda Noskova. Si era già esibito un anno fa con Iga Swiatek, rendendo evidente a tutti la sua poca dimestichezza con passi a due, piroette e coreografie. Un anno in più non è servito a granché: stessa figura (barbina). Ma il salone delle cerimonie è una bolgia e ridono tutti.
Sinner deve risponde alle domande dei giornalisti presenti. Gli chiedono della fuga di mamma Siglinde, sugli spalti del match decisivo insieme a papà Hanspeter, il fratello Mark e la fidanzata Laila Hasanovic. La signora Sinner, si sa, soffre tantissimo a guardare il figlio, il cui destino è appeso a una pallina gialla e a un nastro bianco. Siglinde è scappata dopo il tiebreak perso, temendo il peggio.
"Non sono ancora padre — sorride —, non so cosa significa vedere un figlio sul centrale di Wimbledon...", la scusa Sinner. Che poi fa sapere di essere stato bocciato all'esame per il patentino della moto. Ancora. "È la quarta volta, forse è meglio se gioco a tennis...", confida al Corriere della Sera. E chissà quante risate si saranno fatti i coach Simone Vagnozzi e Darren Cahill, sempre pesantucci sul tema. E quanti sfottò per Jannik, motociclista mancato (per fortuna del tennis).